·Redazione NUTRALAB·17 min di lettura

    Eccipienti negli integratori: a cosa servono e quali contano

    Gli eccipienti servono a far esistere una compressa o una capsula: legano, lubrificano e ne governano la disgregazione. Sono dichiarati in etichetta con la funzione davanti al nome, e quale sostanza svolga quella funzione è una scelta di formulazione che si può leggere dall'esterno.

    Pubblicato il 16 agosto 2026

    Barattolo di vetro scuro con capsule e compresse su un piano di legno chiaro

    Un eccipiente è una sostanza priva di attività nutritiva propria, aggiunta a un integratore per rendere possibile e stabile la forma in cui lo si assume. Una compressa e una capsula esistono grazie agli eccipienti, e questo vale anche per le nostre: la cellulosa microcristallina, per esempio, è presente in nove degli undici prodotti che abbiamo oggi in vendita. In etichetta stanno nell'elenco degli ingredienti, ciascuno preceduto dalla funzione che svolge. Riconoscere quelle voci, capire che cosa fa ciascuna e leggere, dalla sostanza scelta per ogni funzione, il criterio con cui un produttore formula è un esercizio alla portata di chiunque abbia un'etichetta davanti.

    A cosa servono gli eccipienti in un integratore

    Una polvere di attivo puro, versata nella tramoggia di una comprimitrice o di un'incapsulatrice, si comporta in modo poco prevedibile: scorre a scatti, si impacca con l'umidità dell'aria, aderisce ai punzoni metallici. La conseguenza pratica è che il dosaggio per unità smette di essere costante, e una compressa può contenere più attivo della successiva.

    Gli eccipienti risolvono problemi fisici di questo tipo: danno volume a una dose che pesa pochi milligrammi, fanno scorrere la polvere in modo regolare, impediscono che assorba acqua, riducono l'attrito sulle macchine, tengono insieme la compressa e la fanno disgregare al momento giusto. Per ciascuna funzione tecnica esistono più sostanze possibili, e quale si usa dipende dalla materia prima da lavorare e da ciò che si vuole ottenere.

    Agenti di carica, disgreganti, lubrificanti: le funzioni tecniche dichiarate in etichetta

    Le sei funzioni tecniche degli eccipienti dichiarate sull'etichetta di un integratore

    Il Regolamento (UE) 1169/2011 e il D.Lgs. 169/2004 chiedono che gli ingredienti siano dichiarati in ordine decrescente di peso, e che gli additivi portino davanti al nome la categoria funzionale. Le funzioni che si incontrano più spesso su un integratore sono sei.

    Agente di carica (diluente). Dà volume quando l'attivo pesa pochi milligrammi per dose, così che l'unità sia maneggiabile e ogni compressa o capsula pesi lo stesso. Sulle nostre etichette è la cellulosa microcristallina, presente in nove referenze su undici.

    Agente di scorrimento (glidante). Fa scorrere la polvere in modo regolare dentro le macchine, così che ogni unità riceva la stessa dose. Nelle nostre formule è la L-leucina.

    Agente antiagglomerante. Impedisce l'impaccamento delle polveri e assorbe l'umidità residua. Nelle nostre etichette è l'estratto di giovani steli di bambù titolato in silice.

    Lubrificante di processo. Riduce l'adesione della polvere alle pareti metalliche di punzoni e matrici. Nell'industria questa funzione è coperta di norma dal magnesio stearato, di cui parliamo più avanti.

    Agente di rivestimento e materiale dell'involucro. Nelle capsule vegetali di Bromelina 5000 GDU Gastroresistente, Nattokinase e 5-HTP l'involucro è fatto di idrossipropilmetilcellulosa (E 464) e gomma di gellano (E 418); nella Maca Nera Extra Forte la capsula è di sola idrossipropilmetilcellulosa. Nella softgel dell'Ubiquinolo con Kaneka QH® l'involucro è più articolato e ogni componente è dichiarato con la propria funzione: addensante (E 1422), umidificante (glicerolo), gelificante (carragenina), colorante (caramello semplice, E 150a), correttore di acidità (fosfato disodico); dentro, gli emulsionanti E 475 e lecitina di soia, la cera d'api come agente di rivestimento e il D-alfa-tocoferolo come antiossidante. È l'elenco più lungo della nostra gamma, perché un involucro morbido deve restare chiuso, elastico e stabile.

    Supporto ed edulcoranti funzionali. La maltodestrina compare come supporto di essiccamento degli estratti vegetali; nelle compresse orosolubili di Vitamina B12 Sublinguale e Melatonina Sublinguale 1 mg mannitolo e xilitolo danno massa alla compressa e le permettono di sciogliersi in bocca, con i glicosidi steviolici come edulcorante e l'avvertenza di legge riportata alla lettera: «Contiene polioli. Un consumo eccessivo può avere effetti lassativi.»

    La regola pratica che vale per tutte e sei: la funzione precede sempre il nome. È ciò che permette di distinguere gli ingredienti tecnici dagli attivi anche senza conoscerli, e su come si legge l'intero elenco degli ingredienti abbiamo scritto una guida in sei passaggi, Come leggere l'etichetta di un integratore.

    Magnesio stearato negli integratori: che cosa dicono davvero gli studi

    Il magnesio stearato è il sale di magnesio dell'acido stearico, un acido grasso saturo presente in molti alimenti. In etichetta compare come E 470b, e la sua funzione è quella di lubrificante di processo: fa scivolare la polvere sui punzoni e riduce l'usura delle macchine. È l'eccipiente più usato nelle forme solide, perché funziona a dosi molto basse e con quasi tutte le materie prime.

    Attorno a questa sostanza circola da anni la voce che «sopprima le difese immunitarie». La radice è uno studio del 1990 pubblicato su Immunology, in cui acido stearico (la molecola, senza magnesio) è stato messo a contatto con linfociti di topo in coltura, in vitro, osservandone gli effetti sulle membrane cellulari [1]. Nessuna somministrazione orale, nessun essere umano, una sostanza diversa da quella che sta nelle compresse: il passaggio al «magnesio stearato che indebolisce il sistema immunitario» lo ha fatto chi lo ha citato, mai gli autori.

    Il quadro regolatorio attuale è nella rivalutazione EFSA del 2018 sui sali di magnesio degli acidi grassi (E 470b), che conclude, testualmente, che questi additivi sono "of no safety concern at the reported uses and use levels", e che una dose giornaliera ammissibile numerica è superflua [2].

    Fin qui i dati, che parlano di una sostanza autorizzata e ben studiata. Nelle nostre compresse e capsule, comunque, il magnesio stearato manca per una scelta precisa: la funzione di scorrimento è affidata alla L-leucina, un amminoacido presente nelle proteine di ogni giorno. Avremmo potuto usare il lubrificante più diffuso al mondo, come fa la gran parte dell'industria, e i pareri dell'EFSA lo consentono; abbiamo preferito una formula in cui ogni voce tecnica è una sostanza semplice, riconoscibile e dichiarata. È una scelta di qualità presa in fase di formulazione, e nelle sezioni che seguono spieghiamo con quale criterio l'abbiamo estesa anche all'antiagglomerante.

    Biossido di silicio (E 551): che cos'è e che cosa dice l'EFSA

    Il quadro normativo degli additivi negli integratori: Reg. CE 1333/2008, Reg. UE 2022/63 e pareri EFSA

    Il biossido di silicio è un antiagglomerante: assorbe l'umidità e impedisce alle polveri di impaccarsi. È autorizzato in tutta l'Unione Europea ed è diffusissimo, negli integratori come negli alimenti in polvere.

    Dal punto di vista fisico, l'EFSA lo descrive come silice amorfa di sintesi costituita da particelle quasi sferiche di dimensioni nanometriche, in gran parte fra 2 e 28 nanometri, che si aggregano fra loro in strutture complesse [3].

    Il parere più recente è del 17 ottobre 2024, ed è utile leggerne insieme le due metà, perché in rete circola quasi sempre soltanto una delle due. Da una parte il panel EFSA sugli additivi ha concluso che "E 551 does not raise a safety concern in any population group", adottando un approccio per margine di esposizione al posto di una dose giornaliera ammissibile, proprio per i limiti dei dati disponibili. Dall'altra, nello stesso documento, l'EFSA elenca fra le incertezze residue la mancanza di informazioni sulla quota di particelle presenti negli alimenti come nanoparticelle isolate anziché come aggregati, la scarsità di studi tossicologici condotti con un protocollo di dispersione adeguato, e raccomanda di abbassare i limiti di piombo, mercurio e arsenico nelle specifiche dell'additivo e di introdurre un limite per l'alluminio [3].

    Sul fronte della ricerca, uno studio del 2024 su Environmental Health Perspectives ha esposto per via orale, per sessanta giorni, dei topi a biossido di silicio di grado alimentare, osservando una ridotta induzione della tolleranza orale a una proteina modello e un peggioramento dell'immunopatologia da glutine in topi che esprimono il gene HLA-DQ8; gli autori stessi concludono chiedendo studi sull'uomo, che al momento mancano [4]. È cronaca della ricerca su un modello animale.

    Il punto per chi legge un'etichetta è questo: l'ente che autorizza la sostanza dichiara, nel documento con cui la autorizza, di non disporre di un'informazione specifica su di essa. Davanti a questo quadro un formulatore può legittimamente continuare a usare l'E 551, che resta autorizzato, oppure scegliere per la stessa funzione una sostanza diversa. Noi abbiamo scelto la seconda strada, e nelle due sezioni che seguono diciamo che cosa usiamo e con quale criterio.

    Biossido di titanio (E 171): vietato negli integratori dell'Unione Europea

    Il biossido di titanio è stato per decenni il pigmento bianco che opacizzava capsule e rivestimenti. Con il Regolamento (UE) 2022/63 ha perso l'autorizzazione come additivo alimentare, dopo che l'EFSA nel 2021 aveva dichiarato di non poterlo più considerare sicuro per una possibile genotossicità delle sue particelle; il periodo transitorio si è chiuso il 7 agosto 2022, e da allora un integratore prodotto per il mercato europeo non può contenerlo.

    Ne segue una cosa utile da sapere: l'assenza di E 171 su un prodotto europeo conforme è un obbligo di legge, e quando viene pubblicizzata come un pregio dice più sul modo di comunicare di chi la pubblicizza che sulla qualità del prodotto. L'attenzione va rivolta alle scorte datate e ai prodotti acquistati online da venditori extra-UE, che seguono regole diverse.

    L-leucina e silice da bambù: gli antiagglomeranti che usiamo

    Magnesio stearato e L-leucina, biossido di silicio e silice da bambù: sostanze diverse per la stessa funzione

    La L-leucina è un amminoacido essenziale, lo stesso che si trova nelle proteine alimentari. In polvere ha una struttura cristallina che scorre bene, e per questo funziona da agente di scorrimento: nelle nostre compresse e capsule svolge il compito che nell'industria è di norma affidato al magnesio stearato. Compare in nove delle undici referenze in vendita, dalla Vitamina C + Bioflavonoidi al Potassio Citrato alla Glucosamina + Condroitina + MSM.

    L'estratto di giovani steli di bambù (Bambusa bambos e Bambusa vulgaris) titolato al 70% in silice occupa invece, in otto referenze, il posto che in altre formule occupa l'E 551: assorbe l'umidità e tiene le polveri sciolte. Su che cosa significhi «titolato al 70%» rimandiamo alla guida Cosa significa estratto titolato.

    Serve qui una precisione chimica, perché su questo punto in rete si legge di tutto. La silice è biossido di silicio, SiO₂, in entrambi i casi: dire che una è «organica» e l'altra «inorganica» è un errore. La differenza, ed è il vantaggio della nostra scelta, sta nella forma e nell'origine. L'E 551 è una silice amorfa di sintesi, ottenuta per via industriale, che l'EFSA descrive come costituita da particelle nanometriche aggregate. La silice dell'estratto di bambù è silice naturale, contenuta nella matrice della pianta, ottenuta con un'estrazione acqua/etanolo dai giovani steli e portata a un titolo garantito: la documentazione tecnica del fornitore la qualifica, ai sensi del Regolamento (UE) 1169/2011, come non nanomateriale ingegnerizzato. Per la stessa funzione, dunque, al posto di una silice di sintesi nanostrutturata usiamo una silice di origine vegetale che la normativa non classifica come nanomateriale ingegnerizzato.

    Integratori senza eccipienti: che cosa significa una formula pulita

    Una forma solida priva di qualunque ausiliario di lavorazione, prodotta su scala industriale con un dosaggio costante da un'unità all'altra, non esiste. Vale anche per le nostre, e lo diciamo apertamente: la cellulosa microcristallina è un eccipiente, è presente in nove degli undici prodotti che vendiamo oggi, e ha un compito preciso, dare alla dose un volume lavorabile perché ogni compressa e ogni capsula pesino lo stesso. Sta in etichetta con la funzione davanti al nome, come tutto il resto.

    Da qui la definizione operativa che usiamo noi: una formula pulita è una formula in cui gli eccipienti sono pochi, scelti per un criterio dichiarabile e dichiarati per esteso. Il numero conta, ma conta di più sapere quale sostanza occupa ciascuna funzione, e perché.

    La nostra scelta, detta per esteso: per la funzione di scorrimento usiamo la L-leucina invece del magnesio stearato; per la funzione antiagglomerante usiamo la silice naturale da estratto di bambù titolato invece del biossido di silicio di sintesi. Il criterio è quello descritto sopra: davanti a un'incertezza dichiarata dall'autorità stessa, abbiamo preferito l'alternativa disponibile. È una scelta industriale, presa in fase di formulazione, ed è un giudizio sulla nostra formula e su nessun'altra: le sostanze che abbiamo sostituito restano autorizzate, e un prodotto conforme che le contiene è un prodotto conforme.

    Il metodo di verifica vale per qualunque prodotto, i nostri compresi: si contano le voci tecniche in fondo all'elenco degli ingredienti, si controlla che ciascuna abbia la funzione davanti al nome, e si guarda quale sostanza occupa ciascuna funzione. Se le voci sono più numerose, la ragione sta quasi sempre nella materia prima: una polvere difficile da comprimere ne richiede di più. Il conto della quota di eccipienti in una compressa lo abbiamo fatto per esteso in Capsule o compresse: come si sceglie la forma di un integratore.

    Eccipienti da evitare: cinque domande da farsi davanti a un'etichetta

    1. La funzione è dichiarata davanti al nome di ogni ingrediente tecnico? È un obbligo per gli additivi, e un'etichetta che lo rispetta con cura è già un segnale di come lavora chi l'ha scritta.

    2. Quante voci tecniche ci sono, e ne riconosco la funzione? Un elenco lungo va letto voce per voce, senza allarmarsi: la lunghezza dipende dalla materia prima e dalla forma. Merita più attenzione un elenco in cui la stessa funzione è coperta da tre sostanze diverse.

    3. Ci sono coloranti di sintesi, e servono a qualcosa in un prodotto che si deglutisce? In una compressa o in una capsula il colore ha raramente una funzione tecnica: un colorante azoico su una compressa bianca serve all'aspetto e basta.

    4. C'è un allergene o un ingrediente di origine animale fra gli ausiliari? Gelatina, cera d'api, lattosio, lecitina di soia sono legittimi e vanno dichiarati: il nostro Ubiquinolo contiene cera d'api e lecitina di soia, entrambe in etichetta, e chi segue un'alimentazione vegana o ha un'allergia deve poterlo leggere.

    5. Le avvertenze legate agli eccipienti sono riportate? Quella sui polioli nelle compresse orosolubili è l'esempio più comune. La sua presenza dice che l'etichetta è stata scritta da chi conosce la propria formula.

    Con queste cinque domande il confronto fra due prodotti si fa sull'etichetta, voce per voce.

    Gli eccipienti delle nostre etichette, funzione per funzione

    La tabella riporta le funzioni e le sostanze che compaiono sulle undici etichette dei prodotti in vendita, senza quote e senza quantità: le quote sono il tema dell'articolo sulle forme, linkato sopra.

    Funzione Sostanza usata Dove compare
    Agente di carica Cellulosa microcristallina 9 referenze su 11
    Agente di scorrimento L-leucina 9 referenze su 11
    Antiagglomerante Estratto di giovani steli di bambù titolato al 70% in silice 8 referenze su 11
    Involucro capsula vegetale Idrossipropilmetilcellulosa (E 464) + gomma di gellano (E 418); sola HPMC nella Maca Nera Bromelina, Nattokinase, 5-HTP; Maca Nera
    Agente di rivestimento Idrossipropilmetilcellulosa Olio di Astaxantina Biologico, Vitamina C + Bioflavonoidi
    Supporto di essiccamento Maltodestrina negli estratti titolati e in Potassio Citrato, Vitamina C
    Massa ed edulcoranti della compressa orosolubile Mannitolo, xilitolo, glicosidi steviolici Vitamina B12 e Melatonina sublinguali
    Involucro softgel E 1422, glicerolo, carragenina, caramello semplice, fosfato disodico; emulsionanti E 475 e lecitina di soia, cera d'api, D-alfa-tocoferolo Ubiquinolo con Kaneka QH®

    Su nessuna delle undici etichette dei prodotti in vendita compaiono magnesio stearato, biossido di silicio E 551, biossido di titanio E 171 o coloranti di sintesi: è una constatazione verificabile sui testi d'etichetta, ed è la stessa tabella a dichiarare ciò che invece c'è, cellulosa microcristallina inclusa.

    Domande frequenti

    Che cosa sono gli eccipienti di un integratore?

    Sono sostanze prive di attività nutritiva propria aggiunte per rendere possibile e stabile la forma del prodotto: danno volume, fanno scorrere le polveri, impediscono che assorbano umidità, riducono l'attrito sulle macchine, formano l'involucro della capsula. In etichetta stanno nell'elenco degli ingredienti, ciascuno preceduto dalla funzione che svolge.

    Il magnesio stearato fa male?

    La rivalutazione EFSA del 2018 sui sali di magnesio degli acidi grassi (E 470b) conclude che l'additivo non desta preoccupazioni per la sicurezza agli usi e ai livelli d'impiego dichiarati. La voce sull'effetto immunosoppressivo viene da uno studio del 1990 condotto in vitro, su linfociti di topo, con acido stearico e senza alcuna somministrazione orale. Nelle nostre compresse la funzione di scorrimento è affidata alla L-leucina per una scelta di formulazione.

    Che cos'è il biossido di silicio (E 551) e perché si trova negli integratori?

    È un antiagglomerante: assorbe l'umidità e impedisce alle polveri di impaccarsi. Il parere EFSA del 2024 conclude che agli usi dichiarati l'additivo non desta preoccupazioni per la sicurezza in alcun gruppo di popolazione e, nello stesso documento, descrive la sostanza come costituita da particelle nanometriche aggregate, dichiara come incertezza la mancanza di dati sulla quota di nanoparticelle isolate e raccomanda limiti più bassi per piombo, mercurio e arsenico. Nelle nostre formule la funzione antiagglomerante è svolta da un estratto di bambù titolato in silice.

    Il biossido di titanio (E 171) è ancora ammesso negli integratori?

    No. Con il Regolamento (UE) 2022/63 ha perso l'autorizzazione come additivo alimentare nell'Unione Europea; il periodo transitorio si è chiuso il 7 agosto 2022. Un integratore prodotto per il mercato europeo dopo quella data non può contenerlo, e la sua assenza è un obbligo di legge.

    A che cosa serve la cellulosa microcristallina?

    È un agente di carica: dà volume alla dose quando l'attivo pesa pochi milligrammi, così che ogni compressa o capsula sia maneggiabile e pesi lo stesso. È l'eccipiente più presente nelle nostre etichette, in nove referenze su undici, ed è dichiarata con la sua funzione davanti al nome.

    Che cos'è la L-leucina in un integratore?

    È un amminoacido essenziale usato come agente di scorrimento: fa scorrere la polvere in modo regolare dentro le macchine, garantendo che ogni unità riceva la stessa dose. Nelle nostre compresse e capsule svolge la funzione che nell'industria è coperta di norma dal magnesio stearato.

    La silice da estratto di bambù è la stessa cosa del biossido di silicio E 551?

    Chimicamente sono entrambe biossido di silicio, e la differenza sta nella forma e nell'origine: l'E 551 è una silice amorfa di sintesi che l'EFSA descrive come nanostrutturata; la silice dell'estratto di bambù è silice naturale, contenuta nella matrice della pianta, ottenuta per estrazione dai giovani steli e portata a un titolo garantito, che la documentazione del fornitore qualifica come non nanomateriale ingegnerizzato. Sono due sostanze diverse per la stessa funzione, e la scelta fra le due è una scelta di formulazione.

    Esistono integratori senza eccipienti?

    In forma solida prodotta su scala industriale, no, e i nostri prodotti non fanno eccezione: contengono cellulosa microcristallina come agente di carica e L-leucina come agente di scorrimento, dichiarate in etichetta. Una formula pulita è una formula in cui gli eccipienti sono pochi, scelti per un criterio dichiarabile e dichiarati per esteso.

    Gli eccipienti riducono l'assorbimento dell'attivo?

    Un eccipiente scelto e dosato correttamente ha il compito opposto: garantire che la compressa si disgreghi e che l'attivo venga liberato come previsto. La quantità di attivo effettivamente disponibile dipende da forma chimica, forma del prodotto e momento di assunzione, temi trattati in Biodisponibilità degli integratori: da cosa dipende davvero.

    Da leggere anche

    Riferimenti normativi e fonti

    Studi e pareri scientifici

    1. Tebbey P.W., Buttke T.M., Molecular basis for the immunosuppressive action of stearic acid on T cells, Immunology 1990;70(3):379-84. PMID 2379942 (studio in vitro su linfociti di topo, acido stearico).
    2. EFSA ANS Panel, Re-evaluation of sodium, potassium and calcium salts of fatty acids (E 470a) and magnesium salts of fatty acids (E 470b) as food additives, EFSA Journal 2018;16(3):e05180. PMID 32625824 — doi:10.2903/j.efsa.2018.5180
    3. EFSA FAF Panel, Re-evaluation of silicon dioxide (E 551) as a food additive in foods for infants below 16 weeks of age and follow-up of its re-evaluation as a food additive for uses in foods for all population groups, EFSA Journal 2024;22(10):e8880. PMID 39421729 — doi:10.2903/j.efsa.2024.8880
    4. Lamas B. et al., Evaluating the Effects of Chronic Oral Exposure to the Food Additive Silicon Dioxide on Oral Tolerance Induction and Food Sensitivities in Mice, Environ Health Perspect 2024;132(2):27007. PMID 38380914 — doi:10.1289/EHP12758 (studio nel topo).

    Riferimenti normativi

    1. Regolamento (CE) n. 1333/2008 — additivi alimentari autorizzati e condizioni d'uso.
    2. Regolamento (UE) n. 1169/2011 — informazioni sugli alimenti ai consumatori: elenco degli ingredienti e categorie funzionali degli additivi.
    3. Regolamento (UE) 2022/63 — revoca dell'autorizzazione del biossido di titanio (E 171) come additivo alimentare.
    4. Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 169 — attuazione della direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari.

    Categoria

    Cultura dell'integrazione

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    A cura della Redazione NUTRALAB

    Revisione scientifica: Giuliano D'Alterio, Chimico farmaceutico16 agosto 2026

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