Un eccipiente è una sostanza priva di attività nutritiva propria. Si aggiunge a un integratore per rendere possibile e stabile la forma in cui lo si assume. Una compressa e una capsula esistono grazie agli eccipienti, comprese le nostre: la cellulosa microcristallina, per esempio, è presente in nove degli undici prodotti che abbiamo oggi in vendita.
In etichetta stanno nell'elenco degli ingredienti, ciascuno preceduto dalla funzione che svolge. Quelle voci si riconoscono a colpo d'occhio, e la sostanza scelta per ogni funzione racconta il criterio con cui un produttore formula i suoi prodotti. Basta avere un'etichetta davanti.
A cosa servono gli eccipienti in un integratore
Una polvere di attivo puro, versata nella tramoggia di una comprimitrice o di un'incapsulatrice, si comporta in modo poco prevedibile. Scorre a scatti. Si impacca con l'umidità dell'aria e aderisce ai punzoni metallici. Il dosaggio per unità smette così di essere costante: una compressa può contenere più attivo della successiva.
Gli eccipienti risolvono problemi fisici di questo tipo. Danno volume a una dose che pesa pochi milligrammi e fanno scorrere la polvere in modo regolare. Le impediscono di assorbire acqua e riducono l'attrito sulle macchine. Tengono insieme la compressa e la fanno disgregare al momento giusto. Per ciascuna funzione tecnica esistono più sostanze possibili: quale si usa dipende dalla materia prima da lavorare e da ciò che si vuole ottenere.
Agenti di carica, disgreganti, lubrificanti: le funzioni tecniche dichiarate in etichetta
Il Regolamento (UE) 1169/2011 e il D.Lgs. 169/2004 chiedono che gli ingredienti siano dichiarati in ordine decrescente di peso, e che gli additivi portino davanti al nome la categoria funzionale. Le funzioni che si incontrano più spesso su un integratore sono sei.
Agente di carica (diluente). Dà volume quando l'attivo pesa pochi milligrammi per dose, così che l'unità sia maneggiabile e ogni compressa o capsula pesi lo stesso. Sulle nostre etichette è la cellulosa microcristallina, presente in nove referenze su undici.
Agente di scorrimento (glidante). Fa scorrere la polvere in modo regolare dentro le macchine. Ogni unità riceve così la stessa dose. Nelle nostre formule è la L-leucina.
Agente antiagglomerante. Impedisce l'impaccamento delle polveri e assorbe l'umidità residua. Nelle nostre etichette è l'estratto di giovani steli di bambù titolato in silice.
Lubrificante di processo. Riduce l'adesione della polvere alle pareti metalliche di punzoni e matrici. Nell'industria questa funzione è coperta di norma dal magnesio stearato, di cui parliamo più avanti.
Agente di rivestimento e materiale dell'involucro. È la sostanza che dà forma alla parete di una capsula, o il sottile rivestimento di una compressa. Racchiude il contenuto, lo protegge da aria e umidità e rende l'unità facile da deglutire. Una capsula vegetale richiede di norma un solo componente cellulosico. Una softgel, più morbida, ne richiede più di uno insieme: un gelificante che tenga insieme la parete e un umidificante che la mantenga elastica, perché l'involucro deve restare chiuso e stabile. Nelle capsule vegetali di Bromelina 5000 GDU Gastroresistente e Nattokinase il materiale è idrossipropilmetilcellulosa (E 464) con gomma di gellano (E 418); in 5-HTP e nella Maca Nera Extra Forte è la sola idrossipropilmetilcellulosa. Nella softgel dell'Ubiquinolo con Kaneka QH® l'involucro è fatto di carragenina come gelificante e glicerolo come umidificante, con la cera d'api applicata come agente di rivestimento esterno.
Supporto ed edulcoranti funzionali. Un supporto è la sostanza su cui si essicca un estratto vegetale liquido, per trasformarlo in una polvere lavorabile. Nelle nostre formule questo compito è affidato alla maltodestrina, un carboidrato ottenuto dall'amido. È diffusa in moltissimi alimenti e integratori ed è autorizzata come ingrediente alimentare in tutta l'Unione Europea. Gli edulcoranti funzionali servono invece a rendere gradevole una compressa orosolubile, quella pensata per sciogliersi in bocca. Nelle compresse di Vitamina B12 Sublinguale e Melatonina Sublinguale 1 mg lo fanno tre sostanze. Mannitolo e xilitolo, due polioli comuni nei prodotti senza zuccheri aggiunti, danno massa alla compressa e ne permettono lo scioglimento. I glicosidi steviolici, l'estratto dolce della stevia, forniscono il gusto dolce. La sola avvertenza riguarda i polioli, riportata per legge in etichetta: «Contiene polioli. Un consumo eccessivo può avere effetti lassativi.»
La regola pratica che vale per tutte e sei: la funzione precede sempre il nome. Così si distinguono gli ingredienti tecnici dagli attivi anche senza conoscerli. Sull'intero elenco degli ingredienti abbiamo scritto una guida in sei passaggi, Come leggere l'etichetta di un integratore.
Magnesio stearato negli integratori: che cosa dicono davvero gli studi
Il magnesio stearato è il sale di magnesio dell'acido stearico, un acido grasso saturo presente in molti alimenti. In etichetta compare come E 470b. La sua funzione è quella di lubrificante di processo: fa scivolare la polvere sui punzoni e riduce l'usura delle macchine. È l'eccipiente più usato nelle forme solide, perché funziona a dosi molto basse e con quasi tutte le materie prime.
Attorno a questa sostanza circola da anni la voce che «sopprima le difese immunitarie». La radice è uno studio del 1990 pubblicato su Immunology, in cui acido stearico (la molecola, senza magnesio) è stato messo a contatto con linfociti di topo in coltura, in vitro, osservandone gli effetti sulle membrane cellulari [1]. Lo studio non prevedeva alcuna somministrazione orale e non riguardava esseri umani. La sostanza testata è diversa da quella che sta nelle compresse. Il passaggio al «magnesio stearato che indebolisce il sistema immunitario» lo ha fatto chi lo ha citato, mai gli autori.
Il quadro regolatorio attuale è nella rivalutazione EFSA del 2018 sui sali di magnesio degli acidi grassi (E 470b), che conclude, testualmente, che questi additivi sono "of no safety concern at the reported uses and use levels", e che una dose giornaliera ammissibile numerica è superflua [2].
Nelle nostre compresse e capsule il magnesio stearato non compare. È una scelta presa in fase di formulazione: la funzione di scorrimento è affidata alla L-leucina, un amminoacido presente nelle proteine di ogni giorno. Avremmo potuto usare il lubrificante più diffuso al mondo, come fa la gran parte dell'industria. Abbiamo preferito una formula in cui ogni voce tecnica è una sostanza semplice e «clean», scritta per esteso in etichetta. Lo stesso criterio guida la scelta dell'antiagglomerante.
Biossido di silicio (E 551): che cos'è e che cosa dice l'EFSA
Il biossido di silicio è un antiagglomerante: assorbe l'umidità e impedisce alle polveri di impaccarsi. È autorizzato in tutta l'Unione Europea ed è diffusissimo, negli integratori come negli alimenti in polvere.
Dal punto di vista fisico, l'EFSA lo descrive come silice amorfa di sintesi costituita da particelle quasi sferiche di dimensioni nanometriche, in gran parte fra 2 e 28 nanometri, che si aggregano fra loro in strutture complesse [3].
Il parere più recente è del 17 ottobre 2024 e ha due metà, di cui in rete circola quasi sempre soltanto la prima. Il panel EFSA sugli additivi ha concluso che "E 551 does not raise a safety concern in any population group", adottando un approccio per margine di esposizione al posto di una dose giornaliera ammissibile, proprio per i limiti dei dati disponibili.
Nella seconda metà, lo stesso documento elenca le incertezze residue. Manca l'informazione sulla quota di particelle presenti negli alimenti come nanoparticelle isolate anziché come aggregati. Sono scarsi gli studi tossicologici condotti con un protocollo di dispersione adeguato. E l'EFSA raccomanda di abbassare i limiti di piombo, mercurio e arsenico nelle specifiche dell'additivo e di introdurre un limite per l'alluminio [3].
Sul fronte della ricerca, uno studio del 2024 su Environmental Health Perspectives ha esposto per via orale dei topi a biossido di silicio di grado alimentare, per sessanta giorni. Gli autori hanno osservato una ridotta induzione della tolleranza orale a una proteina modello e un peggioramento dell'immunopatologia da glutine in topi che esprimono il gene HLA-DQ8. Nelle conclusioni chiedono studi sull'uomo, che al momento mancano [4].
Il punto per chi legge un'etichetta è questo: l'ente che autorizza la sostanza dichiara, nello stesso documento, di non disporre di un'informazione specifica su di essa. Davanti a un quadro così abbiamo scelto un'altra strada, e per la stessa funzione usiamo una sostanza ricavata dalla natura.
Biossido di titanio (E 171): vietato negli integratori dell'Unione Europea
Il biossido di titanio è stato per decenni il pigmento bianco che opacizzava capsule e rivestimenti. Nel 2021 l'EFSA ha dichiarato di non poterlo più considerare sicuro, per una possibile genotossicità delle sue particelle. Con il Regolamento (UE) 2022/63 ha perso l'autorizzazione come additivo alimentare, e il periodo transitorio si è chiuso il 7 agosto 2022. Da allora un integratore prodotto per il mercato europeo non può contenerlo.
L'assenza di E 171 su un prodotto europeo conforme è quindi un obbligo di legge.
L-leucina e silice da bambù: gli antiagglomeranti «clean» che usiamo
La L-leucina è un amminoacido essenziale, lo stesso che si trova nelle proteine alimentari. In polvere ha una struttura cristallina che scorre bene. Da qui il suo ruolo di agente di scorrimento: nelle nostre compresse e capsule svolge il compito che nell'industria è di norma affidato al magnesio stearato. Compare in nove delle undici referenze in vendita, dalla Vitamina C + Bioflavonoidi al Potassio Citrato alla Glucosamina + Condroitina + MSM.
L'estratto di bambù (Bambusa bambos e Bambusa vulgaris) titolato in silice prende invece il posto che in altre formule ha l'E 551 (biossido di silicio): assorbe l'umidità e tiene le polveri sciolte. Su che cosa significhi «titolato» rimandiamo alla guida Cosa significa estratto titolato.
Una precisazione chimica. La silice è biossido di silicio, SiO₂, in entrambi i casi: dire che una è «organica» e l'altra «inorganica» è un errore. La differenza sta nella forma e nell'origine, ed è lì il vantaggio della nostra scelta.
L'E 551 è una silice amorfa di sintesi, ottenuta per via industriale, che l'EFSA descrive come costituita da particelle nanometriche aggregate. La silice dell'estratto di bambù è silice naturale, contenuta nella matrice della pianta. Si ottiene con un'estrazione acqua/etanolo dai giovani steli e viene portata a un titolo garantito. La documentazione tecnica del fornitore la qualifica, ai sensi del Regolamento (UE) 1169/2011, come non nanomateriale ingegnerizzato.
Integratori senza eccipienti: che cosa significa una formula pulita
Un integratore senza eccipienti non esiste: una compressa o una capsula prodotta su scala industriale ha bisogno di qualche sostanza tecnica per tenere la forma e per dare la stessa dose in ogni unità. Vale anche per le nostre, e lo scriviamo apertamente. La cellulosa microcristallina è un eccipiente ed è presente in nove degli undici prodotti che vendiamo oggi. Dà alla dose un volume lavorabile, perché ogni compressa e ogni capsula pesino lo stesso.
Ha senso invece parlare di formula pulita. Per noi vuol dire eccipienti pochi, scelti con un criterio che sappiamo dichiarare e scritti per esteso in etichetta. Il numero delle voci conta, ma quale sostanza occupa ciascuna funzione conta di più.
La nostra scelta, detta per esteso. Per lo scorrimento usiamo la L-leucina, un amminoacido delle proteine alimentari, al posto del magnesio stearato. Per la funzione antiagglomerante la silice naturale dell'estratto di bambù titolato, al posto del biossido di silicio di sintesi. Davanti a un'incertezza dichiarata dall'autorità stessa abbiamo preferito l'alternativa più «clean» disponibile: è il criterio con cui sono formulate tutte e undici le referenze che vendiamo.
Quanta parte di una compressa occupino gli eccipienti dipende poi dalla forma scelta: il conto, numeri alla mano, lo abbiamo fatto in Capsule o compresse: come si sceglie la forma di un integratore.
Eccipienti da evitare: cinque domande da farsi davanti a un'etichetta
Le ultime righe dell'elenco degli ingredienti sono quelle che dicono di più su chi ha formulato il prodotto. Bastano cinque domande per leggerle.
1. La funzione è scritta davanti al nome? Per gli additivi è un obbligo di legge, e un'etichetta che lo rispetta voce per voce è già un buon segno: chi la compila sa che cosa ha messo dentro, e lo scrive.
2. Quante voci tecniche ci sono, e se ne riconosce la funzione? Contarle è il modo più rapido per farsi un'idea. Il numero dipende anche dalla materia prima, perché una polvere difficile da comprimere ne chiede di più. Quando la stessa funzione è coperta da tre sostanze diverse, vale la pena chiedersi perché.
3. Ci sono coloranti di sintesi? In qualcosa che si deglutisce il colore non ha quasi mai una funzione tecnica: su una compressa bianca un colorante azoico serve all'aspetto e basta. Sulle nostre undici etichette non ne compare nessuno.
4. C'è un ingrediente di origine animale fra gli ausiliari? È la domanda che conta per chi segue un'alimentazione vegana: gelatina e cera d'api vengono da animali, e in etichetta si vedono. Nel nostro Ubiquinolo la cera d'api c'è, dichiarata con la sua funzione. La lecitina di soia che compare nella stessa softgel è invece un emulsionante di origine vegetale: si dichiara perché la legge chiede di segnalare tutto ciò che deriva dalla soia, ed è un estratto raffinato in cui la proteina, quella che dà l'allergia, resta in tracce.
5. Le avvertenze obbligatorie sono riportate? La più comune è quella sui polioli delle compresse orosolubili, mannitolo e xilitolo, che la legge impone di scrivere. Chi la riporta conosce la propria formula fino in fondo.
Con queste cinque domande il confronto fra due prodotti si sposta in fondo all'elenco degli ingredienti, voce per voce.
Gli eccipienti delle nostre etichette, funzione per funzione
La tabella riporta le funzioni e le sostanze che compaiono sulle undici etichette dei prodotti in vendita, senza quote e senza quantità: le quote sono il tema dell'articolo su capsule e compresse, linkato qui sopra.
| Funzione | Sostanza usata | Dove compare |
|---|---|---|
| Agente di carica | Cellulosa microcristallina | 9 referenze su 11 |
| Agente di scorrimento | L-leucina | 9 referenze su 11 |
| Antiagglomerante | Estratto di giovani steli di bambù titolato al 70% in silice | 8 referenze su 11 |
| Involucro capsula vegetale | Idrossipropilmetilcellulosa (E 464) + gomma di gellano (E 418); sola HPMC in Maca Nera e 5-HTP | Bromelina, Nattokinase; Maca Nera, 5-HTP |
| Agente di rivestimento | Idrossipropilmetilcellulosa | Olio di Astaxantina Biologico, Vitamina C + Bioflavonoidi |
| Supporto di essiccamento | Maltodestrina | negli estratti titolati e in Potassio Citrato, Vitamina C |
| Massa ed edulcoranti della compressa orosolubile | Mannitolo, xilitolo, glicosidi steviolici | Vitamina B12 e Melatonina sublinguali |
| Involucro softgel | Carragenina (gelificante), glicerolo (umidificante), cera d'api (rivestimento esterno) | Ubiquinolo con Kaneka QH® |
Su nessuna delle undici etichette dei prodotti in vendita compaiono magnesio stearato, biossido di silicio E 551, biossido di titanio E 171 o coloranti di sintesi.
Domande frequenti
Che cosa sono gli eccipienti di un integratore?
Sono sostanze prive di attività nutritiva propria, aggiunte per rendere possibile e stabile la forma del prodotto. Danno volume, fanno scorrere le polveri e impediscono che assorbano umidità. Riducono l'attrito sulle macchine e formano l'involucro della capsula. In etichetta stanno nell'elenco degli ingredienti, ciascuno preceduto dalla funzione che svolge.
Il magnesio stearato fa male?
La rivalutazione EFSA del 2018 sui sali di magnesio degli acidi grassi (E 470b) conclude che l'additivo non desta preoccupazioni per la sicurezza agli usi e ai livelli d'impiego dichiarati. La voce sull'effetto immunosoppressivo viene da uno studio del 1990 condotto in vitro, su linfociti di topo, con acido stearico e senza alcuna somministrazione orale. Tuttavia, per una scelta totalmente «clean label», nelle nostre compresse la funzione di scorrimento è affidata alla L-leucina.
Che cos'è il biossido di silicio (E 551) e perché si trova negli integratori?
È un antiagglomerante: assorbe l'umidità e impedisce alle polveri di impaccarsi. Il parere EFSA del 2024 conclude che agli usi dichiarati l'additivo non desta preoccupazioni per la sicurezza in alcun gruppo di popolazione. Lo stesso documento descrive la sostanza come costituita da particelle nanometriche aggregate, dichiara come incertezza la mancanza di dati sulla quota di nanoparticelle isolate e raccomanda limiti più bassi per piombo, mercurio e arsenico. Nelle nostre formule la funzione antiagglomerante è svolta da un estratto di bambù titolato in silice, secondo la nostra politica «clean label».
Il biossido di titanio (E 171) è ancora ammesso negli integratori?
No. Con il Regolamento (UE) 2022/63 ha perso l'autorizzazione come additivo alimentare nell'Unione Europea; il periodo transitorio si è chiuso il 7 agosto 2022. Un integratore prodotto per il mercato europeo dopo quella data non può contenerlo, e la sua assenza è un obbligo di legge.
A che cosa serve la cellulosa microcristallina?
È un agente di carica: dà volume alla dose quando l'attivo pesa pochi milligrammi, così che ogni compressa o capsula sia maneggiabile e pesi lo stesso. È l'eccipiente più presente nelle nostre etichette, in nove referenze su undici, ed è dichiarata con la sua funzione davanti al nome.
Che cos'è la L-leucina in un integratore?
È un amminoacido essenziale usato sia come integratore sia come agente di scorrimento: nel secondo caso fa scorrere la polvere in modo regolare dentro le macchine, garantendo che ogni unità riceva la stessa dose. Nelle nostre compresse e capsule svolge la funzione che nell'industria è coperta di norma dal magnesio stearato.
La silice da estratto di bambù è la stessa cosa del biossido di silicio E 551?
Chimicamente sono entrambe biossido di silicio, e la differenza sta nella forma e nell'origine: l'E 551 è una silice amorfa di sintesi che l'EFSA descrive come nanostrutturata; la silice dell'estratto di bambù è silice naturale, contenuta nella matrice della pianta, ottenuta per estrazione dai giovani steli e portata a un titolo garantito, qualificata come non nanomateriale ingegnerizzato. Sono due sostanze diverse per la stessa funzione: la nostra segue la politica «clean label» ed è una scelta di prudenza sul lungo periodo.
Esistono integratori senza eccipienti?
In forma solida prodotta su scala industriale, no, e i nostri prodotti non fanno eccezione: contengono cellulosa microcristallina come agente di carica, L-leucina come agente di scorrimento ed estratto di bambù titolato in silice come antiagglomerante, tutti dichiarati in etichetta. Una formula pulita è una formula in cui gli eccipienti sono pochi, scelti per un criterio dichiarabile e dichiarati per esteso.
Gli eccipienti riducono l'assorbimento dell'attivo?
Un eccipiente scelto e dosato correttamente ha il compito opposto: garantire che la compressa si disgreghi e che l'attivo venga liberato come previsto. La quantità di attivo effettivamente disponibile dipende da forma chimica, forma del prodotto e momento di assunzione, temi trattati in Biodisponibilità degli integratori: da cosa dipende davvero.
Da leggere anche
- Come leggere l'etichetta di un integratore: guida pratica in sei passaggi
- Capsule o compresse: come si sceglie la forma di un integratore
- Biodisponibilità degli integratori: da cosa dipende davvero
Riferimenti normativi e fonti
Studi e pareri scientifici
- Tebbey P.W., Buttke T.M., Molecular basis for the immunosuppressive action of stearic acid on T cells, Immunology 1990;70(3):379-84. PMID 2379942 (studio in vitro su linfociti di topo, acido stearico).
- EFSA ANS Panel, Re-evaluation of sodium, potassium and calcium salts of fatty acids (E 470a) and magnesium salts of fatty acids (E 470b) as food additives, EFSA Journal 2018;16(3):e05180. PMID 32625824 — doi:10.2903/j.efsa.2018.5180
- EFSA FAF Panel, Re-evaluation of silicon dioxide (E 551) as a food additive in foods for infants below 16 weeks of age and follow-up of its re-evaluation as a food additive for uses in foods for all population groups, EFSA Journal 2024;22(10):e8880. PMID 39421729 — doi:10.2903/j.efsa.2024.8880
- Lamas B. et al., Evaluating the Effects of Chronic Oral Exposure to the Food Additive Silicon Dioxide on Oral Tolerance Induction and Food Sensitivities in Mice, Environ Health Perspect 2024;132(2):27007. PMID 38380914 — doi:10.1289/EHP12758 (studio nel topo).
Riferimenti normativi
- Regolamento (CE) n. 1333/2008 — additivi alimentari autorizzati e condizioni d'uso.
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 — informazioni sugli alimenti ai consumatori: elenco degli ingredienti e categorie funzionali degli additivi.
- Regolamento (UE) 2022/63 — revoca dell'autorizzazione del biossido di titanio (E 171) come additivo alimentare.
- Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 169 — attuazione della direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari.
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Cultura dell'integrazioneArgomenti
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A cura della Redazione NUTRALAB
Revisione scientifica: Giuliano D'Alterio, Chimico farmaceutico — 16 agosto 2026





