·Redazione NUTRALAB·20 min di lettura

    Vitamina B12: a cosa serve e quando manca

    La vitamina B12 contribuisce al metabolismo energetico, al sistema nervoso e alla formazione dei globuli rossi, e si trova solo negli alimenti animali. Il fabbisogno è di pochi microgrammi al giorno, ma per assorbirla servono uno stomaco e un intestino che lavorano bene: per questo può mancare a chi mangia vegetale e a chi è avanti con gli anni.

    Pubblicato il 22 agosto 2026

    Compressa sublinguale di vitamina B12 sulla punta di un dito, con un barattolo di vetro ambrato sfocato sullo sfondo.

    La vitamina B12, o cobalamina, è l'unica vitamina che porta al centro della molecola un atomo di metallo, il cobalto. L'organismo umano sa usarla ma non sa produrla: la sintetizzano soltanto batteri e archea, e noi la riceviamo dagli alimenti di origine animale o da un integratore. Nella cellula lavora in due punti: nel citoplasma, dove come metilcobalamina aiuta la metionina sintasi a tenere in moto le reazioni di metilazione da cui dipende la sintesi del DNA, e nei mitocondri, dove come adenosilcobalamina converte il metilmalonil-CoA in succinil-CoA, un ingresso del ciclo di Krebs [1]. Questa guida segue la vitamina lungo tutto il suo percorso, dagli alimenti in cui si trova fino alla compressa orosolubile con cui abbiamo scelto di portarla in circolo.

    A cosa serve la vitamina B12: energia, nervi, sangue

    Il primo lavoro della vitamina B12 è aiutare le cellule a fare energia. Nei mitocondri tiene in moto la reazione che immette nel ciclo di Krebs ciò che resta della demolizione di certi grassi e aminoacidi: da lì la cellula ricava l'ATP, la moneta con cui paga tutto quello che fa. Quando la vitamina scarseggia quella via rallenta, e la stanchezza è il segnale che arriva per primo [1].

    Il secondo lavoro riguarda i nervi. Le reazioni di metilazione che la B12 sostiene servono anche a costruire e mantenere la mielina, la guaina che avvolge le fibre nervose e fa correre il segnale. Ne dipendono la sensibilità di mani e piedi, la memoria, la concentrazione, l'equilibrio del tono dell'umore: i formicolii e la mente annebbiata di chi ha la B12 bassa nascono proprio lì [1].

    Il terzo lavoro è il sangue. Il midollo osseo produce ogni giorno miliardi di globuli rossi, e per dividersi a quel ritmo le cellule devono sintetizzare DNA senza interruzioni: la B12, insieme ai folati, è un ingranaggio di quella catena. Quando manca, i globuli rossi escono dal midollo grandi e in numero insufficiente [1].

    Ci sono poi due funzioni meno visibili ma altrettanto concrete. La B12 tiene basso il livello di omocisteina, un aminoacido intermedio che la metionina sintasi riconverte in metionina: con poca vitamina l'omocisteina si accumula nel sangue, ed è uno dei valori che il medico misura quando sospetta una carenza [1]. E anche il sistema immunitario ne dipende, perché i globuli bianchi sono fra le cellule che si dividono più in fretta.

    Otto di queste funzioni hanno una dicitura ufficiale: per la vitamina B12 il Regolamento (UE) 432/2012 autorizza le indicazioni sul normale metabolismo energetico, sulla riduzione della stanchezza e dell'affaticamento, sul normale funzionamento del sistema nervoso, sulla normale funzione psicologica, sulla normale formazione dei globuli rossi, sul processo di divisione delle cellule, sul normale metabolismo dell'omocisteina e sulla normale funzione del sistema immunitario. Sono le frasi che si possono scrivere su un'etichetta, e coprono quasi per intero ciò che la biochimica racconta.

    Dove si trova la vitamina B12: alimenti e forme che contano

    La vitamina B12 viene prodotta da microrganismi e si accumula lungo la catena alimentare nei tessuti animali. Nelle banche dati di composizione degli alimenti (le Tabelle CREA e, dove il dato manca, la banca dati USDA) i valori più alti, per 100 g, stanno nel fegato bovino (circa 60 µg), nelle vongole e in altri molluschi (da una decina a diverse decine di microgrammi), nello sgombro e nelle sardine (intorno a 9 µg); seguono carne bovina (1-3 µg), formaggi stagionati (1-3 µg), uovo (circa 1 µg) e latte (circa 0,5 µg). Con un fabbisogno di pochi microgrammi al giorno, una dieta onnivora varia copre l'apporto senza difficoltà: il problema, come vedremo, sta quasi sempre nell'assorbimento.

    Il regno vegetale fa eccezione in modo quasi completo. Frutta, verdura, cereali e legumi non contengono vitamina B12, e molti prodotti venduti come fonti vegetali — spirulina in testa — contengono in realtà analoghi della cobalamina che l'organismo umano non riesce a usare; tra le alghe, solo la nori essiccata (l'alga dei maki) contiene vera vitamina B12 in quantità apprezzabili [2]. Restano gli alimenti fortificati, come alcuni cereali da colazione e le bevande vegetali addizionate. Nello studio di Framingham, su quasi tremila adulti, chi usava integratori aveva valori bassi di vitamina B12 molto meno spesso di chi non li usava (8% contro 20%) [3]: un indizio, già venticinque anni fa, che la forma in cui la vitamina arriva conta quanto la quantità.

    Come si assorbe la vitamina B12 e perché può mancare anche a chi mangia carne

    Il percorso della vitamina B12 dal piatto al sangue è il più lungo e articolato fra tutte le vitamine, ed è la chiave per capire a chi può mancare. Negli alimenti la cobalamina è legata alle proteine: servono l'acidità dello stomaco e la pepsina per staccarla. Una volta libera, si lega a una proteina della saliva e dello stomaco, l'aptocorrina, che la protegge nel passaggio acido; nel duodeno la cede al fattore intrinseco, una glicoproteina prodotta dalle cellule parietali dello stomaco, e il complesso vitamina-fattore intrinseco viaggia fino all'ultimo tratto dell'intestino tenue, l'ileo terminale, dove un recettore specifico lo riconosce e lo porta dentro [1]. Ogni anello di questa catena è un punto in cui il percorso può interrompersi.

    Il primo caso è il più intuitivo: la vitamina non arriva. Chi segue un'alimentazione vegana o vegetariana senza fonti fortificate o integratori vede ridursi le scorte nel tempo, e la revisione di Pawlak su diciotto studi lo documenta a ogni età, con frequenze più alte nei vegani; la raccomandazione degli autori è un apporto regolare attraverso integratori [4].

    Il secondo caso riguarda chi mangia carne e pesce tutti i giorni. Con l'età lo stomaco produce meno acido e meno pepsina, e la vitamina resta attaccata alle proteine degli alimenti: nella revisione di Andrès questo «malassorbimento della cobalamina alimentare» spiega oltre il 60% dei casi di carenza negli anziani, e la carenza riguarda più di un anziano su cinque; l'anemia perniciosa, in cui manca il fattore intrinseco, ne spiega un altro 15-20% ed è una diagnosi che compete al medico [5]. Come ricorda Carmel, la carenza che conta nasce quasi sempre quando fallisce l'assorbimento mediato dal fattore intrinseco, più che da una dieta povera, e impiega anni a manifestarsi [6].

    Il terzo caso riguarda alcune terapie di lunga durata. La metformina, il farmaco più usato nel diabete di tipo 2, riduce l'assorbimento della vitamina B12: in uno studio randomizzato contro placebo su 390 persone seguite per più di quattro anni, la B12 è scesa del 19% nel gruppo trattato, con un rischio di carenza più alto di sette punti percentuali, e gli autori consigliano il dosaggio periodico della vitamina durante la terapia [7]; il follow-up a tredici anni del Diabetes Prevention Program conferma che il rischio cresce con gli anni di trattamento [8]. I farmaci che riducono l'acidità gastrica agiscono sul primo anello della catena: in un'analisi su quasi 26.000 persone con diagnosi di carenza, due o più anni di inibitori di pompa protonica si associavano a un rischio aumentato del 65%, e di anti-H2 del 25% [9]. Chi segue queste terapie a lungo è quindi più esposto a livelli bassi di vitamina B12, e un apporto integrativo in questi casi ha senso — tanto più che, come vedremo, per la B12 nessuna autorità ha fissato un livello massimo tollerabile — da concordare con il medico che segue la terapia, a cui chiedere anche un controllo dei livelli.

    C'è però una via di riserva, ed è quella che rende possibile l'integrazione per bocca anche quando il fattore intrinseco manca: una piccola frazione di qualsiasi dose, circa l'1%, attraversa la mucosa per semplice diffusione passiva. Lo dimostrò nel 1968 il gruppo svedese di Berlin, trattando per bocca, ad alte dosi, pazienti privi di fattore intrinseco [10].

    Il percorso di assorbimento della vitamina B12: acidità gastrica, fattore intrinseco, ileo, e la via passiva che assorbe circa l'1% di una dose alta.

    Carenza di vitamina B12: i segnali che meritano un esame, non un'autodiagnosi

    La carenza di vitamina B12 si instaura lentamente, perché il fegato ne conserva una scorta che basta per anni, e si manifesta con segnali che da soli dicono poco: stanchezza che non passa, formicolii a mani e piedi, difficoltà di concentrazione, pallore, a volte una lingua arrossata e dolente. Sono gli stessi segnali di decine di altre condizioni, e proprio per questo vanno letti come un motivo per parlarne con il medico e non come una diagnosi fai da te. Il medico può chiedere il dosaggio della vitamina B12 nel sangue e, quando serve una conferma, quello dell'omocisteina e dell'acido metilmalonico, i due metaboliti che si accumulano quando la vitamina manca davvero nelle cellule [1]. Se la carenza è accertata, la gestisce lui: gli studi mostrano che dosi orali alte funzionano quanto le iniezioni — in 38 pazienti con carenza, 2 mg al giorno per bocca hanno corretto le alterazioni del sangue e del sistema nervoso come le iniezioni intramuscolo da 1 mg [11] — ma la scelta della dose e il controllo nel tempo restano suoi.

    Fabbisogno di vitamina B12: perché in etichetta si legge 1000 mcg e 40.000% VNR

    Di vitamina B12 ne serve pochissima. I LARN della Società Italiana di Nutrizione Umana indicano per gli adulti un'assunzione raccomandata di 2,4 µg al giorno (2,6 in gravidanza, 2,8 durante l'allattamento); l'EFSA, nel parere del 2015 sui valori dietetici di riferimento, fissa un'assunzione adeguata di 4 µg al giorno. Il valore nutritivo di riferimento che compare sulle etichette europee, stabilito dal Regolamento (UE) 1169/2011, è 2,5 µg. Da qui il numero che colpisce chi legge una confezione: una compressa da 1000 µg dichiara il 40.000% del VNR, perché 1000 diviso 2,5 fa 400 volte. Come si legge quella percentuale lo spieghiamo in come leggere l'etichetta di un integratore.

    Il perché biologico di una dose così alta sta nel percorso descritto sopra. Il sistema del fattore intrinseco trasporta al massimo un paio di microgrammi per volta e poi si satura; il resto passa per diffusione passiva, circa l'1% [10]. Di 1000 µg ne entrano quindi, per quella via, nell'ordine di una decina: quanto basta a coprire il fabbisogno di una giornata, anche in chi ha uno stomaco che lavora poco o un fattore intrinseco che manca. È la logica delle dosi usate negli studi sull'uomo, da 500 µg a 2 mg al giorno [11][12][13]. E 1000 µg al giorno sono anche l'apporto massimo che il Ministero della Salute ammette per la vitamina B12 negli integratori alimentari (tabella «Apporti giornalieri di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari», revisione maggio 2017): la nostra Vitamina B12 Sublinguale è formulata esattamente a quel tetto, una compressa al giorno, per coprire il fabbisogno anche quando il percorso gastrico rende poco. Per la vitamina B12, va detto, nessuna autorità ha fissato un livello massimo tollerabile: è idrosolubile e la quota che l'organismo non trattiene viene eliminata con le urine.

    Il rapporto fra il VNR di 2,5 µg, la dose da 1000 µg di una compressa e la quota di circa l'1% assorbita per via passiva.

    Metilcobalamina o cianocobalamina: che cosa cambia davvero

    La vitamina B12 esiste in più forme, che differiscono per il gruppo chimico legato all'atomo di cobalto. Metilcobalamina e adenosilcobalamina sono le due forme coenzimatiche, quelle che la cellula usa davvero nelle sue reazioni, e sono le forme che si trovano negli alimenti e nei tessuti; l'idrossicobalamina è la forma che circola nel sangue e si usa per via iniettiva; la cianocobalamina è una forma di sintesi, stabile ed economica, in cui al cobalto è legato un gruppo cianuro — in quantità del tutto irrilevanti per la sicurezza — che l'organismo deve staccare prima di poterla usare. Una revisione del 2017, firmata anche da un autore legato al settore degli integratori, riassume così la differenza: metil-, adenosil- e idrossicobalamina sono bioidentiche, identiche alle forme della fisiologia umana e degli alimenti, mentre la cianocobalamina nei tessuti compare solo in tracce [14].

    Nella nostra Vitamina B12 Sublinguale abbiamo scelto la metilcobalamina per questo motivo: è la forma coenzimatica già pronta all'uso, la stessa che la metionina sintasi impiega nel citoplasma, e arriva senza il passaggio di rimozione del gruppo cianuro. È una scelta «clean» nel senso che diamo a questa parola in tutto il catalogo, la stessa logica con cui preferiamo la L-leucina al magnesio stearato e la silice da bambù al biossido di silicio: la sostanza che c'è già in natura, nella forma in cui l'organismo la conosce. Una volta dentro la cellula ogni forma di vitamina B12 viene riportata a una cobalamina di base e da lì riconvertita nei due coenzimi [15]: il confronto fra le forme si gioca sulla molecola di partenza e sui passaggi che risparmia, e la metilcobalamina parte già dal punto di arrivo. Come la forma chimica di un attivo pesi in generale sulla quantità che arriva in circolo lo raccontiamo in biodisponibilità degli integratori.

    Le forme della vitamina B12 — metilcobalamina, adenosilcobalamina, idrossicobalamina e cianocobalamina — e la cobalamina di base a cui si riducono nella cellula.

    Vitamina B12 sublinguale: come funziona la compressa orosolubile da 1000 mcg

    Una compressa sublinguale, o orosolubile, si lascia sciogliere sotto la lingua: niente acqua, niente da deglutire. Il punto di forza sta in dove si scioglie. Il pavimento della bocca è una delle zone più irrorate del corpo: sotto la lingua la mucosa è sottile e i capillari corrono a poca distanza dalla superficie, così la quota di vitamina che l'attraversa entra direttamente nel circolo sanguigno, senza passare per lo stomaco. Per una vitamina il cui punto debole è proprio il percorso gastrico — l'acidità che serve a liberarla, il fattore intrinseco che con l'età può venire meno — partire dalla bocca significa aggirare in parte l'anello fragile della catena. Il resto della dose scende con la saliva e segue la via consueta, dove con 1000 µg entra comunque la quota per diffusione passiva. È una forma comoda per chi fatica a mandare giù le compresse, compreso chi ha uno stomaco che lavora meno, e per chiunque voglia una vitamina da prendere ovunque, a qualsiasi ora, con o senza cibo, come abbiamo raccontato in integratori mattina o sera. Perché una forma orosolubile si sceglie per certi attivi e non per altri lo spieghiamo in capsule o compresse.

    Gli studi sull'uomo confermano che la via orosolubile funziona. In 30 persone con livelli bassi di vitamina B12, 500 µg al giorno per quattro settimane hanno triplicato i valori nel sangue sia sotto la lingua sia deglutiti, senza differenze fra le due vie [12]. Un gruppo dell'Università di Milano ha seguito per dodici settimane 40 vegani e vegetariani con una carenza marginale, con due schemi di vitamina B12 sublinguale, 350 µg a settimana oppure 2000 µg in un'unica dose settimanale: entrambi hanno riportato nella norma la vitamina e i suoi marcatori [16]. In persone che assumono metformina, 1 mg al giorno di metilcobalamina sublinguale per tre mesi ha riportato su i livelli più di una singola iniezione [13]. E una network meta-analisi del 2024 su tredici studi e oltre quattromila pazienti conclude che via orale, sublinguale e intramuscolare alzano la vitamina B12 senza differenze significative [17]. La compressa da sciogliere in bocca è quindi la via che mette insieme tutto: fa il suo lavoro quanto l'iniezione, aggira lo stomaco quando lo stomaco rende poco, e non chiede né acqua né aghi. Per questa vitamina è, a nostro avviso, la forma migliore — ed è quella che abbiamo scelto.

    Vitamina B12 Sublinguale 1000 mcg - Flacone NutraLab in vetro ambrato
    Vitamina B12 Sublinguale NUTRALAB apporta 1000 mcg di metilcobalamina per compressa, da sciogliere sotto la lingua: 60 compresse per 60 giorni, senza zuccheri, dolcificate con stevia.

    La nostra Vitamina B12 Sublinguale apporta 1000 mcg di metilcobalamina per compressa, da assumere una al giorno lasciandola sciogliere sotto la lingua; la confezione da 60 compresse dura 60 giorni. Ha aroma di frutti di bosco ed è senza zuccheri, dolcificata con stevia (glicosidi steviolici) insieme a mannitolo e xilitolo, due polioli che danno corpo alla compressa e le permettono di sciogliersi in bocca. Gli altri ingredienti seguono la nostra politica «clean label»: cellulosa microcristallina come agente di carica, L-leucina come agente di scorrimento ed estratto di bambù titolato in silice come antiagglomerante, di cui parliamo in eccipienti negli integratori. Il barattolo è in vetro ambrato. La stessa forma orosolubile l'abbiamo scelta per la Melatonina Sublinguale 1 mg, da lasciar sciogliere sotto la lingua poco prima di coricarsi.

    Come si assume la vitamina B12: le vie a confronto negli studi

    Via Studio Persone Dose e durata Risultato
    Sublinguale e orale Sharabi 2003 [12] 30 adulti con B12 bassa 500 µg/die, 4 settimane Valori triplicati in entrambi i gruppi, nessuna differenza fra le vie
    Sublinguale Del Bo' 2019 [16] 40 vegani/vegetariani con carenza marginale 350 o 2000 µg/settimana, 12 settimane Vitamina e marcatori nella norma con entrambi gli schemi
    Sublinguale e iniezione Parry-Strong 2016 [13] 34 persone in terapia con metformina 1 mg/die di metilcobalamina sublinguale per 3 mesi contro una iniezione A 3 mesi livelli più alti con la sublinguale, a 6 mesi sovrapponibili
    Orale e iniezione Kuzminski 1998 [11] 38 pazienti con carenza 2 mg/die per bocca contro 1 mg intramuscolo Correzione sovrapponibile; B12 più alta nel gruppo orale a 4 mesi
    Tutte Abdelwahab 2024 [17] 13 studi, 4.275 pazienti Network meta-analisi Orale, sublinguale e intramuscolare senza differenze significative

    Domande frequenti

    A cosa serve principalmente la vitamina B12?

    Serve a produrre energia nelle cellule, a mantenere in salute il sistema nervoso e a formare i globuli rossi; tiene inoltre basso il livello di omocisteina e sostiene le difese. Le indicazioni autorizzate in Europa coprono queste funzioni: metabolismo energetico, riduzione della stanchezza, sistema nervoso, funzione psicologica, globuli rossi, divisione cellulare, omocisteina e sistema immunitario. Nella cellula è il cofattore di due enzimi, la metionina sintasi e la metilmalonil-CoA mutasi [1].

    Dove si trova la vitamina B12?

    Solo negli alimenti di origine animale: fegato, pesce e molluschi, carne, uova, latte e formaggi. Frutta, verdura, cereali e legumi non la contengono; fra le alghe solo la nori essiccata ne ha una quota utilizzabile, mentre la spirulina contiene analoghi inattivi [2]. Alimenti fortificati e integratori sono le fonti per chi segue un'alimentazione vegetale.

    Chi mangia carne può avere poca vitamina B12?

    Sì. Con l'età lo stomaco produce meno acido e la vitamina resta legata alle proteine degli alimenti: negli anziani questo malassorbimento spiega oltre il 60% dei casi di carenza, che riguarda più di una persona su cinque oltre una certa età [5]. Anche alcune terapie di lunga durata riducono l'assorbimento.

    Quali sono i segnali di una carenza di vitamina B12?

    Stanchezza persistente, formicolii a mani e piedi, difficoltà di concentrazione, pallore. Sono segnali comuni a molte altre condizioni e vanno letti come un motivo per parlarne con il medico, che può prescrivere il dosaggio della vitamina B12 e, se serve, di omocisteina e acido metilmalonico [1]. La diagnosi e la gestione di una carenza accertata spettano a lui.

    Perché la vitamina B12 negli integratori è al 40.000% del VNR?

    Perché il valore di riferimento è di 2,5 µg e una compressa da 1000 µg lo supera di 400 volte. La dose è alta perché il sistema che assorbe la vitamina si satura dopo pochi microgrammi e il resto passa per diffusione passiva, circa l'1% [10]: di 1000 µg ne entra così il fabbisogno di una giornata. In Italia 1000 µg sono anche l'apporto massimo ammesso negli integratori, e la nostra compressa è formulata a quel tetto.

    Metilcobalamina o cianocobalamina: qual è la differenza?

    La metilcobalamina è una delle due forme coenzimatiche della vitamina B12, presente negli alimenti e nei tessuti e pronta all'uso; la cianocobalamina è una forma di sintesi, stabile ed economica, che l'organismo deve prima privare del gruppo cianuro e convertire [14][15]. Nella nostra Vitamina B12 Sublinguale abbiamo scelto la metilcobalamina perché è la forma bioidentica e già pronta: una scelta «clean», coerente con tutto il nostro catalogo.

    Come si assume la vitamina B12 sublinguale?

    Come indica l'etichetta della nostra compressa: «Assumere 1 compressa al giorno, lasciandola sciogliere sotto la lingua.» Senza acqua, senza masticare né deglutire, in qualsiasi momento della giornata e indipendentemente dai pasti.

    Chi prende metformina o gastroprotettori assorbe meno vitamina B12?

    Sì, gli studi lo mostrano: la metformina assunta per anni riduce i livelli di vitamina B12 [7][8], e due o più anni di inibitori di pompa protonica o anti-H2 si associano a un rischio più alto di carenza [9]. Un apporto integrativo in questi casi ha senso, da concordare con il medico che segue la terapia; in chi prende metformina, 1 mg al giorno di metilcobalamina sublinguale ha riportato su i livelli in tre mesi [13].

    Da leggere anche

    Riferimenti normativi e fonti

    Riferimenti normativi

    • Regolamento (UE) n. 432/2012 della Commissione — elenco delle indicazioni sulla salute consentite (vitamina B12).
    • Regolamento (UE) n. 1169/2011, allegato XIII, parte A — valori nutritivi di riferimento (vitamina B12: 2,5 µg).
    • Regolamento (CE) n. 1924/2006 — indicazioni nutrizionali e sulla salute.
    • D.Lgs. 21 maggio 2004, n. 169 — integratori alimentari.
    • Ministero della Salute, «Apporti giornalieri di vitamine e minerali ammessi negli integratori alimentari», revisione maggio 2017 (vitamina B12: 1000 mcg).
    • SINU, LARN — Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana, IV revisione (2014).
    • EFSA NDA Panel, Scientific Opinion on Dietary Reference Values for cobalamin (vitamin B12). EFSA Journal 2015;13(7):4150.
    • CREA, Tabelle di composizione degli alimenti — alimentinutrizione.it; USDA FoodData Central per i valori non riportati dalle tabelle italiane.

    Studi

    1. Green R, Allen LH, Bjørke-Monsen AL, et al. Vitamin B12 deficiency. Nat Rev Dis Primers. 2017;3:17040. PMID 28660890. DOI 10.1038/nrdp.2017.40
    2. Watanabe F, Yabuta Y, Bito T, Teng F. Vitamin B12-containing plant food sources for vegetarians. Nutrients. 2014;6(5):1861-73. PMID 24803097. DOI 10.3390/nu6051861
    3. Tucker KL, Rich S, Rosenberg I, et al. Plasma vitamin B-12 concentrations relate to intake source in the Framingham Offspring study. Am J Clin Nutr. 2000;71(2):514-22. PMID 10648266. DOI 10.1093/ajcn/71.2.514
    4. Pawlak R, Parrott SJ, Raj S, Cullum-Dugan D, Lucus D. How prevalent is vitamin B12 deficiency among vegetarians? Nutr Rev. 2013;71(2):110-7. PMID 23356638. DOI 10.1111/nure.12001
    5. Andrès E, Loukili NH, Noel E, et al. Vitamin B12 (cobalamin) deficiency in elderly patients. CMAJ. 2004;171(3):251-9. PMID 15289425. DOI 10.1503/cmaj.1031155
    6. Carmel R. How I treat cobalamin (vitamin B12) deficiency. Blood. 2008;112(6):2214-21. PMID 18606874. DOI 10.1182/blood-2008-03-040253
    7. de Jager J, Kooy A, Lehert P, et al. Long term treatment with metformin in patients with type 2 diabetes and risk of vitamin B-12 deficiency: randomised placebo controlled trial. BMJ. 2010;340:c2181. PMID 20488910. DOI 10.1136/bmj.c2181
    8. Aroda VR, Edelstein SL, Goldberg RB, et al. Long-term metformin use and vitamin B12 deficiency in the Diabetes Prevention Program Outcomes Study. J Clin Endocrinol Metab. 2016;101(4):1754-61. PMID 26900641. DOI 10.1210/jc.2015-3754
    9. Lam JR, Schneider JL, Zhao W, Corley DA. Proton pump inhibitor and histamine 2 receptor antagonist use and vitamin B12 deficiency. JAMA. 2013;310(22):2435-42. PMID 24327038. DOI 10.1001/jama.2013.280490
    10. Berlin H, Berlin R, Brante G. Oral treatment of pernicious anemia with high doses of vitamin B12 without intrinsic factor. Acta Med Scand. 1968;184(4):247-58. PMID 5751528. DOI 10.1111/j.0954-6820.1968.tb02452.x
    11. Kuzminski AM, Del Giacco EJ, Allen RH, Stabler SP, Lindenbaum J. Effective treatment of cobalamin deficiency with oral cobalamin. Blood. 1998;92(4):1191-8. PMID 9694707
    12. Sharabi A, Cohen E, Sulkes J, Garty M. Replacement therapy for vitamin B12 deficiency: comparison between the sublingual and oral route. Br J Clin Pharmacol. 2003;56(6):635-8. PMID 14616423. DOI 10.1046/j.1365-2125.2003.01907.x
    13. Parry-Strong A, Langdana F, Haeusler S, Weatherall M, Krebs J. Sublingual vitamin B12 compared to intramuscular injection in patients with type 2 diabetes treated with metformin: a randomised trial. N Z Med J. 2016;129(1436):67-75. PMID 27355231
    14. Paul C, Brady DM. Comparative bioavailability and utilization of particular forms of B12 supplements with potential to mitigate B12-related genetic polymorphisms. Integr Med (Encinitas). 2017;16(1):42-9. PMID 28223907 (PMC5312744)
    15. Obeid R, Fedosov SN, Nexo E. Cobalamin coenzyme forms are not likely to be superior to cyano- and hydroxyl-cobalamin in prevention or treatment of cobalamin deficiency. Mol Nutr Food Res. 2015;59(7):1364-72. PMID 25820384. DOI 10.1002/mnfr.201500019
    16. Del Bo' C, Riso P, Gardana C, Brusamolino A, Battezzati A, Ciappellano S. Effect of two different sublingual dosages of vitamin B12 on cobalamin nutritional status in vegans and vegetarians with a marginal deficiency: a randomized controlled trial. Clin Nutr. 2019;38(2):575-83. PMID 29499976. DOI 10.1016/j.clnu.2018.02.008
    17. Abdelwahab OA, Abdelaziz A, Diab S, et al. Efficacy of different routes of vitamin B12 supplementation for the treatment of patients with vitamin B12 deficiency: a systematic review and network meta-analysis. Ir J Med Sci. 2024;193(3):1621-39. PMID 38231320. DOI 10.1007/s11845-023-03602-4

    Categoria

    Energia e vitalità

    Argomenti

    • carenza vitamina B12
    • cianocobalamina
    • fabbisogno vitamina B12
    • melatonina
    • metilcobalamina
    • vitamina B12
    • vitamina b12 a cosa serve
    • vitamina B12 sublinguale
    • vitamina B12 vegani
    • VNR

    A cura della Redazione NUTRALAB

    Revisione scientifica: Giuliano D'Alterio, Chimico farmaceutico22 agosto 2026

    Qualità e conformità

    I prodotti NUTRALAB sono realizzati in stabilimenti che operano secondo un sistema di autocontrollo HACCP e sono certificati ISO 22000 per la gestione della sicurezza alimentare.

    • HACCP CertifiedHACCP
    • ISO 22000 CertifiedISO 22000