L'etichetta di un integratore contiene sei blocchi di informazioni, e l'ordine in cui conviene leggerli non è quello in cui sono stampati. Il blocco decisivo è la tabella dei tenori per dose giornaliera, non il fronte della confezione: è lì che si legge quanto si assume davvero ogni giorno, ed è l'unico punto che rende due prodotti confrontabili. Vengono poi l'elenco degli ingredienti, in ordine decrescente di peso, gli allergeni evidenziati, le avvertenze, il nome dell'operatore responsabile e — quasi sempre stampati a parte — il lotto e il termine minimo di conservazione.

Passaggio 1 — Il fronte dice cosa hai in mano, non quanto vale
Sul fronte della confezione due informazioni sono obbligatorie e vanno cercate per prime. La denominazione legale è la dicitura "integratore alimentare" (o i sinonimi "complemento alimentare" e "supplemento alimentare"), prevista dall'articolo 6 del D.Lgs. 169/2004: è ciò che dichiara la categoria del prodotto, ed è cosa diversa dal nome commerciale, che invece è libero. Un prodotto può chiamarsi in qualunque modo, ma se è un integratore la denominazione legale deve comparire.
Accanto trovi la forma in cui il prodotto si presenta — capsule, compresse, softgel, polvere — il numero di unità contenute e il peso netto. Sono i tre dati che ti permettono di capire quanto prodotto stai comprando, e insieme alla dose giornaliera indicata sul retro dicono per quanti giorni basta una confezione.

Tutto il resto di ciò che vedi sul fronte — grafica, bollini, diciture in evidenza — è comunicazione: legittima, ma non è informazione di etichetta. Il fronte serve a capire cosa hai in mano. Per capire cosa contiene, si gira il barattolo.
Passaggio 2 — La tabella dei tenori per dose giornaliera
È il riquadro più importante dell'intera etichetta. Il D.Lgs. 169/2004 stabilisce che le sostanze presenti nel prodotto siano dichiarate in forma numerica e riferite alla dose giornaliera raccomandata, non alla singola capsula e non ai 100 grammi come accade sugli altri alimenti. Da qui discendono tre cose da guardare, in quest'ordine.
1. A quante unità si riferisce la dose. È la verifica che rende confrontabili due prodotti, e va fatta prima di guardare qualunque numero. Se un'etichetta dichiara i valori per una compressa e un'altra per quattro, i numeri non sono paragonabili finché non si riportano alla stessa dose. Sulle nostre etichette la dose giornaliera è indicata esplicitamente: 4 compresse al giorno per il Potassio Citrato, 1 compressa per la Melatonina Sublinguale, 3 capsule per la Bromelina. La domanda da farsi davanti a qualunque tabella è sempre la stessa: questo numero è per unità o per dose?
2. Il VNR%. VNR sta per valore nutritivo di riferimento: è la quantità di riferimento giornaliera fissata per legge nell'allegato XIII del Regolamento (UE) 1169/2011, e serve a dare un'idea di grandezza al numero che la precede. Sul Potassio Citrato, per esempio, la dose giornaliera apporta 730 mg di potassio, pari al 36,5% del VNR. Due precisazioni utili:
- il VNR esiste solo per le vitamine e i minerali per cui è stato stabilito. Accanto a un estratto vegetale non troverai nessuna percentuale, e non è una mancanza dell'etichetta: è che il riferimento non esiste;
- una percentuale a quattro cifre non è un errore di stampa. Una compressa di vitamina B12 sublinguale che apporta 1000 mcg di metilcobalamina dichiara il 40.000% del VNR semplicemente perché il valore di riferimento della B12 è di pochi microgrammi. La percentuale misura il rapporto con quel riferimento, non l'intensità di un effetto.
3. Le righe a due livelli. Sono le più informative e le più fraintese. Quando leggi "citrato di potassio 2000 mg, di cui potassio 730 mg", il primo numero è il sale e il secondo è il minerale elemento che ne deriva: sono due grandezze diverse e solo la seconda è quella che conta per il confronto. Stessa struttura sui vegetali: nella Vitamina C + Bioflavonoidi, "bioflavonoidi da agrumi 100 mg, di cui flavonoidi totali come esperidina 50 mg" dice quanto estratto c'è e quanta della frazione dichiarata. E lo stesso vale per una materia prima oleosa: sull'Olio di Astaxantina Biologico si legge "oleoresina derivata dall'alga Haematococcus pluvialis 160 mg, di cui astaxantina 8 mg" — 160 è quanto ne pesa la materia prima, 8 è quanto ne pesa il componente per cui la si usa.
Quando la riga a due livelli riguarda un estratto vegetale entra in gioco la titolazione, cioè la percentuale garantita del componente di riferimento; se vuoi capire come si legge quella parte, l'abbiamo spiegata in dettaglio in cosa significa estratto titolato.

Passaggio 3 — L'elenco degli ingredienti si legge dall'alto
L'articolo 18 del Regolamento (UE) 1169/2011 impone che gli ingredienti siano elencati in ordine decrescente di peso, calcolato al momento della loro utilizzazione nella fabbricazione del prodotto. È una regola semplice con una conseguenza pratica notevole: il primo nome della lista è quello presente in quantità maggiore, e la posizione di un ingrediente dice più di quanto sembri.
Da qui si capisce anche dove si trovano gli ingredienti tecnici, quelli che servono a far esistere la compressa o la capsula. Di norma stanno nella parte bassa dell'elenco, e si riconoscono perché il nome è preceduto dalla funzione dichiarata: agente di carica, agente antiagglomerante, agente di scorrimento, agente di rivestimento, addensante, emulsionante. Sull'etichetta della Maca Nera, per esempio, si legge "agente antiagglomerante: estratto di bambù, titolato in silice; agente di scorrimento: L-leucina": la funzione precede sempre il nome, ed è quello il modo di distinguerli dagli attivi anche senza conoscerli. Sono le soluzioni che abbiamo scelto per le nostre formule; il ruolo che ciascuna di esse ha nella formulazione merita un discorso a parte.
La riga più densa dell'elenco è quella di un estratto vegetale, che può contenere fino a cinque informazioni in fila: nome comune, nome botanico, parte della pianta utilizzata, tipo di preparazione, rapporto di estrazione ed eventuale titolazione. "Estratto secco di semi di griffonia [Griffonia simplicifolia (DC.) Baill.] titolato al 20% in 5-idrossitriptofano", che si legge sulla nostra etichetta del 5-HTP, è una riga completa in questo senso. Come si leggono rapporto e titolazione è il tema del pillar sugli estratti titolati, e non lo rifacciamo qui.
Passaggio 4 — Allergeni e avvertenze
Gli allergeni elencati nell'allegato II del Regolamento (UE) 1169/2011 devono essere evidenziati graficamente rispetto al resto dell'elenco degli ingredienti (articolo 21): in etichetta li trovi in maiuscolo, in grassetto o con un carattere diverso. Due esempi dalle nostre formule: "glucosamina solfato 2KCl (da CROSTACEI)" sulla Glucosamina + Condroitina + MSM e "contiene SOIA (lecitina di soia)" sull'Ubiquinolo con Kaneka QH®. In entrambi i casi l'allergene deriva dall'origine della materia prima, non da un'aggiunta.
C'è un punto che vale la pena chiarire perché è la fonte più comune di equivoci: l'assenza di un allergene evidenziato significa che quell'allergene non è un ingrediente del prodotto. È un'informazione precisa e limitata a questo. Chi ha una sensibilità nota deve guardare anche le eventuali informazioni sulla presenza accidentale, quando sono dichiarate, e in caso di dubbio chiedere all'operatore responsabile — che sull'etichetta c'è, ed è il passaggio 5.
Le avvertenze si dividono in due gruppi. Quelle obbligatorie, previste dal D.Lgs. 169/2004 e uguali su tutte le etichette: non superare la dose giornaliera consigliata; gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano; tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni. E quelle legate al singolo prodotto, che sono le più informative proprio perché non sono standard. L'esempio più eloquente del nostro catalogo è l'Olio di Astaxantina Biologico, la cui etichetta porta due avvertenze che non si trovano altrove: "il prodotto non è adatto al consumo da parte di neonati, bambini e adolescenti di età inferiore ai 14 anni" e "il prodotto non deve essere assunto se altri integratori alimentari contenenti esteri di astaxantina sono assunti lo stesso giorno". Sono righe che dicono qualcosa di preciso sulla sostanza e sul suo uso, e che nessun modello di etichetta generico avrebbe potuto contenere. Altri esempi: l'invito a sentire il parere del medico in caso di gravidanza, allattamento, patologie o assunzione di farmaci che compare sul 5-HTP, o l'avvertenza "contiene polioli: un consumo eccessivo può avere effetti lassativi" sulle compresse sublinguali dolcificate con mannitolo e xilitolo. Quando leggi un'avvertenza che non hai mai visto altrove, quella riga sta dicendo qualcosa di specifico sulla formula.
Un'ultima nota di lettura: una formula può risultare non adatta a chi segue un'alimentazione vegana per un ingrediente tecnico e non per l'attivo. La cera d'api (E 901) usata come agente di rivestimento nei softgel di ubiquinolo è esattamente questo caso, e si trova solo leggendo l'elenco fino in fondo.
Un'ultima osservazione, che è forse la più utile di tutta la sezione: le avvertenze si leggono prima dell'acquisto, non dopo. Su un'etichetta ben fatta ci sono già le informazioni che servono a capire se quel prodotto è adatto a chi lo sta guardando.
Passaggio 5 — Modo d'uso, operatore responsabile, conservazione
Il modo d'uso non è un consiglio generico: indica quantità, momento della giornata e modalità di assunzione, e in alcuni casi è parte integrante della condizione d'uso di un'indicazione autorizzata. La melatonina è l'esempio più chiaro: l'indicazione consentita vale a fronte dell'assunzione di 1 mg poco prima di coricarsi, quindi "1 compressa poco prima di coricarsi" non è una raccomandazione d'uso qualsiasi, è la condizione a cui l'indicazione si riferisce.
L'operatore responsabile è il nome o la ragione sociale e l'indirizzo, con sede nell'Unione europea, del soggetto sotto il cui nome il prodotto è commercializzato. Sembra una formalità burocratica ed è invece una delle voci più utili dell'etichetta: è il soggetto a cui ci si rivolge per chiedere un certificato di analisi, una scheda tecnica o un chiarimento, ed è la ragione per cui su un prodotto acquistato al di fuori dell'Unione quella possibilità può semplicemente non esistere. Se un'etichetta ti convince ma vuoi una conferma, è a quel nome che si scrive.
Le condizioni di conservazione completano il quadro: indicano come mantenere valide le caratteristiche dichiarate — in genere luogo fresco e asciutto, al riparo da luce, calore e umidità — e sono la premessa implicita di tutto ciò che l'etichetta afferma.
Passaggio 6 — Lotto e termine minimo di conservazione
Sono quasi sempre stampati a parte: sul fondo del barattolo, sul lembo dell'astuccio, sulla piega del sacchetto. Non è una scelta grafica, è che vengono applicati in fase di confezionamento, quando il resto dell'etichetta è già stampato. Per questo è normale non trovarli nel riquadro delle informazioni.
Il lotto identifica la partita di produzione: è il codice che rende il prodotto tracciabile e che va comunicato in caso di richiesta all'operatore responsabile. Il termine minimo di conservazione si esprime con la formula "da consumarsi preferibilmente entro fine" seguita da mese e anno, ed è la data fino alla quale il prodotto mantiene le proprie caratteristiche, se conservato nelle condizioni indicate. È il significato esatto della dicitura, e conviene attenersi a quello: l'etichetta dichiara fino a quando le caratteristiche sono garantite, non descrive ciò che accade dopo.
Cosa non troverai mai su un'etichetta conforme
Su un'etichetta a norma non compaiono promesse di guarigione né riferimenti a malattie. Non è una scelta di stile: l'articolo 6 del D.Lgs. 169/2004 stabilisce che l'etichettatura degli integratori non può attribuire proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione o cura delle malattie umane, e il Regolamento (CE) 1924/2006 ammette le indicazioni sulla salute solo se autorizzate e nella formulazione approvata. Per le sostanze e i preparati vegetali si usano invece gli effetti fisiologici delle linee guida del Ministero della Salute.
È il motivo per cui le etichette parlano in un modo che a molti suona prudente o vago. Non è prudenza: è il testo consentito, e la formulazione non si può riscrivere. Due esempi citati alla lettera:
- melatonina: "contribuisce alla riduzione del tempo necessario per prendere sonno", con la condizione d'uso di 1 mg poco prima di coricarsi;
- vitamina C: "contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario".
Chi sa che le cose stanno così legge le etichette in modo diverso: smette di cercare la promessa e comincia a leggere i numeri, che sono la parte in cui i prodotti effettivamente si distinguono.
Obbligatorio per legge o dichiarato per scelta
Una parte di ciò che leggi su un'etichetta ci deve essere. Un'altra parte c'è perché il produttore ha deciso di metterla, e in genere è quella che aggiunge dettaglio a un'informazione già presente: non sostituisce nulla di obbligatorio, lo rende più leggibile. Distinguere le due colonne è utile perché cambia il tipo di confronto che puoi fare tra due prodotti.
| Informazione | Obbligatoria per legge | Dichiarata per scelta | Perché ti serve |
|---|---|---|---|
| Denominazione legale ("integratore alimentare") | ● | Dice a quale categoria di prodotti appartiene | |
| Tenori per dose giornaliera | ● | È il dato con cui si confrontano due prodotti | |
| VNR% (dove il VNR esiste) | ● | Dà la scala di grandezza del numero che precede | |
| Elenco ingredienti in ordine di peso | ● | Dice cosa c'è e in che proporzione | |
| Allergeni evidenziati | ● | Segnala gli allergeni presenti come ingrediente | |
| Avvertenze obbligatorie e di prodotto | ● | Le seconde dicono qualcosa di specifico sulla formula | |
| Modo d'uso | ● | Talvolta è la condizione d'uso di un'indicazione | |
| Operatore responsabile | ● | È a chi rivolgersi per analisi e chiarimenti | |
| Lotto e termine minimo di conservazione | ● | Tracciabilità e validità delle caratteristiche | |
| Titolazione dell'estratto | ● | Rende confrontabili due estratti della stessa pianta | |
| Rapporto di estrazione | ● | Dice quanta materia prima sta dietro all'estratto | |
| Attività enzimatica per dose | ● | Traduce in unità l'attività effettivamente apportata | |
| Quantità per singola unità | ● | Utile se la dose si assume in più momenti | |
| Certificato di analisi su richiesta | ● | Permette di verificare quanto dichiarato |
Su una voce della colonna di destra vale la pena soffermarsi. L'attività enzimatica per dose è il tipo di dato facoltativo che cambia davvero la lettura: due prodotti possono dichiarare gli stessi milligrammi e apportare un'attività diversa, e senza quel numero il confronto non si può fare. È il caso che abbiamo raccontato per esteso a proposito dell'attività enzimatica dichiarata per dose.

Domande frequenti
Cosa deve esserci scritto per legge sull'etichetta di un integratore?
La denominazione legale "integratore alimentare", il nome delle categorie di sostanze presenti, la quantità di ciascuna riferita alla dose giornaliera raccomandata con la percentuale del valore nutritivo di riferimento dove esiste, l'elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso, gli allergeni evidenziati, le avvertenze obbligatorie, il modo d'uso, l'operatore responsabile, il lotto e il termine minimo di conservazione.
Cosa significa VNR sull'etichetta di un integratore?
VNR è il valore nutritivo di riferimento: la quantità giornaliera di riferimento fissata nell'allegato XIII del Regolamento (UE) 1169/2011 per vitamine e minerali. La percentuale accanto a un nutriente indica il rapporto tra la quantità apportata dalla dose giornaliera e quel valore. Non esiste per gli estratti vegetali, perché per loro non è stato stabilito alcun valore di riferimento.
In che ordine sono elencati gli ingredienti?
In ordine decrescente di peso, calcolato al momento della loro utilizzazione nella fabbricazione del prodotto: lo prevede l'articolo 18 del Regolamento (UE) 1169/2011. Il primo nome dell'elenco è quindi quello presente in quantità maggiore. Gli ingredienti tecnici si trovano in genere nella parte finale e sono riconoscibili perché il nome è preceduto dalla funzione dichiarata.
Perché alcuni integratori indicano 2 o 3 capsule al giorno invece di una?
Perché la quantità di sostanze prevista per la dose giornaliera non entra in una sola unità, o perché la formula è pensata per essere assunta in più momenti della giornata. Non è di per sé un dato di qualità: è il motivo per cui i valori dichiarati vanno sempre letti per dose giornaliera e mai per capsula, se si vogliono confrontare due prodotti.
Come si riconoscono gli allergeni sull'etichetta?
Gli allergeni dell'allegato II del Regolamento (UE) 1169/2011 sono evidenziati graficamente all'interno dell'elenco degli ingredienti, in maiuscolo, in grassetto o con un carattere diverso. Sono indicati con il nome della sostanza — per esempio CROSTACEI o SOIA — accanto all'ingrediente da cui derivano.
Dove si trovano il lotto e la data di scadenza?
Quasi sempre fuori dal riquadro delle informazioni: sul fondo del barattolo, sul lembo dell'astuccio o sulla piega della confezione, perché vengono applicati in fase di confezionamento. La data si presenta nella forma "da consumarsi preferibilmente entro fine" seguita da mese e anno.
Perché sull'etichetta non c'è scritto a cosa serve il prodotto?
Perché l'etichettatura degli integratori non può attribuire proprietà terapeutiche né capacità di prevenzione o cura delle malattie (D.Lgs. 169/2004), e le indicazioni sulla salute sono ammesse solo se autorizzate e nella formulazione approvata (Reg. CE 1924/2006). Quello che leggi è il testo consentito, riportato nella forma esatta in cui è stato approvato.
Da leggere anche
- Cosa significa estratto titolato: titolazione, rapporto di estrazione e standardizzazione
- Come scegliere un integratore di qualità
- Bromelina 5000 GDU: guida completa, falsi miti e gastroresistenza
Riferimenti normativi
- Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 169 — Attuazione della direttiva 2002/46/CE relativa agli integratori alimentari. Articolo 6: denominazione di vendita, divieto di attribuire proprietà terapeutiche o di prevenzione, indicazioni obbligatorie in etichetta, dichiarazione numerica delle sostanze per dose giornaliera raccomandata e percentuale dei valori di riferimento.
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 — Informazioni sugli alimenti ai consumatori. Articolo 18 e allegato VII: elenco degli ingredienti in ordine decrescente di peso. Articolo 21 e allegato II: evidenziazione delle sostanze che provocano allergie o intolleranze. Allegato XIII: valori nutritivi di riferimento di vitamine e minerali.
- Regolamento (CE) n. 1924/2006 — Indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari.
- Ministero della Salute — Linee guida sugli integratori alimentari: etichettatura ed effetti fisiologici delle sostanze e dei preparati vegetali.
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A cura della Redazione NUTRALAB
Revisione scientifica: Giuliano D'Alterio, Chimico farmaceutico — 12 agosto 2026







