Ubiquinolo o ubiquinone è la domanda che nasce davanti a due etichette: stessa molecola, il coenzima Q10, in due stati diversi. L'ubiquinone è la forma ossidata, quella che l'industria produce da decenni; l'ubiquinolo è la forma ridotta, quella che l'organismo usa per cedere elettroni e che ricava dall'altra di continuo. La differenza fra le due si misura nel sangue di chi le ha assunte per settimane, e tre studi sull'uomo lo hanno fatto. In questo articolo raccontiamo che cosa fa il coenzima Q10 nelle cellule, che cosa hanno trovato quegli studi e perché a dose singola la differenza sparisce, che cosa cambia con l'età e con le statine, come si assume e come abbiamo formulato il nostro softgel da 100 mg.
Che cos'è il coenzima Q10 e che cosa fa nelle cellule
Il coenzima Q10 sta in ogni cellula del corpo, e il nome lo dice: «ubi» viene dal latino ubique, ovunque. L'organismo lo produce da sé lungo la via del mevalonato, la stessa catena di reazioni da cui nasce il colesterolo, e ne ricava una piccola quota dagli alimenti. La molecola ha una testa ad anello, un chinone, e una coda di dieci unità isopreniche, da cui il «10»: quella coda la rende liposolubile e la tiene ancorata alla membrana interna dei mitocondri, dove lavora.
Il lavoro è un andirivieni di elettroni. Il coenzima Q10 li raccoglie dai primi complessi della catena respiratoria e li consegna al terzo, e da quel passaggio la cellula ricava l'ATP, la moneta energetica di tutto ciò che fa. Quando è in forma ridotta, la stessa molecola protegge anche i grassi delle membrane dall'ossidazione: è uno dei pochi antiossidanti liposolubili che il corpo produce da solo. Nel sangue di un adulto sano circola fra 0,40 e 1,91 µmol/L; assunto per bocca raggiunge il picco in circa sei ore e ha un'emivita di eliminazione intorno alle 33 ore, per cui i livelli si costruiscono nei giorni, con la ripetizione [1].
Un'avvertenza che vale per qualunque pagina sull'argomento: nell'Unione Europea il coenzima Q10 non ha indicazioni sulla salute autorizzate. L'EFSA nel 2010 ha esaminato sei proposte, dal metabolismo energetico alla pressione sanguigna alla protezione dal danno ossidativo, e per nessuna ha riconosciuto un rapporto di causa ed effetto. Quello che si può dire con certezza è ciò che la molecola fa nella cellula e ciò che gli studi hanno misurato nel sangue.
Differenza tra ubiquinolo e ubiquinone: forma ridotta e forma ossidata
Ubiquinolo e ubiquinone sono la stessa molecola in due stati di ossidazione. Nell'ubiquinone l'anello porta due gruppi chetonici; nell'ubiquinolo quei due gruppi hanno accettato due elettroni e due protoni e sono diventati ossidrili. Il passaggio dall'uno all'altro è continuo e reversibile, passa per un intermedio a un solo elettrone, il semichinone, ed è esattamente il mestiere che il coenzima Q10 fa nella cellula: si carica di elettroni, li scarica, si ricarica. Ubichinolo e ubichinone sono le stesse parole con la grafia italiana tradizionale.
La differenza si vede anche a occhio nudo. L'ubiquinone è una polvere giallo-arancio, stabile; l'ubiquinolo è bianco e all'aria si riossida da solo, tornando ubiquinone. È la ragione per cui la forma ridotta va formulata e confezionata con più cura, un punto su cui torniamo quando parliamo del nostro softgel.
Nel sangue la partita è già decisa: circa il 95% del coenzima Q10 che circola è ubiquinolo, e il rapporto fra le due forme cambia poco dopo l'assunzione, qualunque forma si prenda, perché l'ubiquinone assorbito viene ridotto a ubiquinolo [2]. È per questo che il nostro Ubiquinolo porta sul fronte la dicitura «forma attiva del coenzima Q10»: la forma che nella catena respiratoria cede gli elettroni, e che prevale nel sangue.
Ubiquinolo o ubiquinone: che cosa hanno misurato gli studi sull'uomo
Il confronto più pulito lo hanno fatto Langsjoen e Langsjoen nel 2013 su dodici volontari sani [3]. Ogni persona ha preso 200 mg al giorno di ubiquinone per quattro settimane, poi quattro settimane di pausa, poi 200 mg al giorno di ubiquinolo per altre quattro settimane, con gli stessi eccipienti nella softgel: cambiava solo la forma. Il coenzima Q10 plasmatico totale è salito da 0,9 a 2,5 µg/mL con l'ubiquinone e da 0,9 a 4,3 µg/mL con l'ubiquinolo; il rapporto fra coenzima Q10 e colesterolo è passato da 0,2 a 0,7 con l'ubiquinone e da 0,2 a 1,2 µmol/mmol con l'ubiquinolo. Entrambe le differenze sono significative. Vale la pena notarlo: anche l'ubiquinone ha quasi triplicato i livelli; l'ubiquinolo li ha portati più in alto. Lo studio è piccolo, in aperto e con le due forme in sequenza fissa: è il suo limite, e va detto.
Cinque anni dopo Zhang e colleghi hanno ripetuto il confronto con un disegno più rigoroso, in doppio cieco e incrociato, su dieci uomini anziani [4]: 200 mg al giorno con un pasto principale per due settimane, pausa, poi l'altra forma. Con l'ubiquinolo il coenzima Q10 plasmatico totale è salito da 1,3 a 3,4 µmol/L, un aumento significativo; con l'ubiquinone l'aumento è risultato piccolo e non significativo. Sei partecipanti su dieci hanno risposto di più all'ubiquinolo, due all'ubiquinone. Nello stesso studio i marcatori di stress ossidativo misurati nel plasma e l'ATP nelle cellule mononucleate sono rimasti invariati con entrambe le forme.
Il terzo studio riguarda l'ingrediente che usiamo noi, chiamato per nome. Hosoe e colleghi, ricercatori della Kaneka Corporation, hanno somministrato Kaneka QH a volontari sani in uno studio in singolo cieco controllato con placebo [5]: dose singola da 150 o 300 mg, poi quattro settimane a 90, 150 o 300 mg al giorno. Le concentrazioni di valle hanno raggiunto un plateau intorno al quattordicesimo giorno, a 2,61 µg/mL con 90 mg, 3,66 con 150 e 6,53 con 300, e gli esami di laboratorio non hanno mostrato alcun problema di sicurezza fino a 300 mg.
E poi c'è lo studio che in rete genera i numeri opposti. Pravst e colleghi nel 2020 hanno confrontato, in ventuno anziani sani fra i 65 e i 74 anni, una capsula di ubiquinolo e una di ubiquinone a parità di 100 mg, ma a dose singola, seguendo il sangue per 48 ore [6]. La biodisponibilità dell'ubiquinolo è risultata 1,7 volte quella dell'ubiquinone, con un intervallo di confidenza così largo (da 0,9 a 3,1) da rendere la differenza non significativa; e il coenzima Q10 è comparso nel sangue quasi tutto come ubiquinolo anche quando era stato assunto come ubiquinone.
Messi in fila, i quattro studi raccontano una cosa sola. Il vantaggio dell'ubiquinolo è un dato sullo stato del coenzima Q10 dopo settimane di assunzione, quando i livelli nel sangue si sono stabilizzati; a dose singola, nelle prime 48 ore, la differenza fra le due capsule non si vede. Chi cita Pravst e chi cita Langsjoen hanno entrambi ragione, misurano cose diverse. Il criterio generale, la forma chimica come primo fattore della biodisponibilità, lo abbiamo trattato in Biodisponibilità degli integratori: da cosa dipende davvero; qui interessa la conseguenza pratica: l'ubiquinolo dà il meglio di sé preso ogni giorno, per settimane.
| Studio | Disegno | Persone | Dose e durata | Risultato |
|---|---|---|---|---|
| Langsjoen 2013 [3] | In aperto, sequenziale, stessi eccipienti nella softgel | 12 volontari sani | 200 mg/die, 4 settimane per forma | CoQ10 plasmatico 0,9→2,5 µg/mL con ubiquinone, 0,9→4,3 con ubiquinolo |
| Zhang 2018 [4] | Doppio cieco, randomizzato, incrociato | 10 uomini anziani | 200 mg/die con un pasto, 2 settimane per forma | Aumento significativo solo con ubiquinolo (1,3→3,4 µmol/L); 6 su 10 rispondono di più all'ubiquinolo |
| Hosoe 2006 [5] | Singolo cieco, controllato con placebo (autori Kaneka) | Volontari sani | 90, 150 o 300 mg/die, 4 settimane | Plateau al giorno 14: 2,61 / 3,66 / 6,53 µg/mL; nessun problema di sicurezza |
| Pravst 2020 [6] | Incrociato, dose singola, 48 ore | 21 anziani sani (65-74 anni) | 100 mg, una volta | Ubiquinolo 1,7 volte l'ubiquinone, differenza non significativa; nel sangue quasi tutto come ubiquinolo |

Il nostro Ubiquinolo con Kaneka QH® porta la forma ridotta di questi studi in un softgel da 100 mg in base oleosa: la dose giornaliera è un softgel, con i pasti.
Coenzima Q10 dopo i 40 anni: perché i livelli calano con l'età e con le statine
Il corpo produce coenzima Q10 per tutta la vita, ma in quantità diverse. Kalén, Appelkvist e Dallner hanno misurato il contenuto di ubiquinone in tessuti umani di persone da un giorno a 81 anni di età [7]: nella maggior parte degli organi il picco si raggiunge intorno ai vent'anni, poi il contenuto diminuisce in modo continuo con l'età; pancreas e surrene fanno eccezione, con il massimo già a un anno. È fisiologia: con gli anni se ne produce meno, e la quota che arriva dagli alimenti resta piccola. È anche la ragione per cui il confronto fra le due forme è stato fatto su uomini anziani, ed è in quella fascia d'età che Zhang ha misurato il vantaggio dell'ubiquinolo [4].
C'è poi una seconda causa di calo, farmacologica. Le statine abbassano il colesterolo bloccando l'enzima che governa la via del mevalonato, e quella via è la stessa da cui nasce il coenzima Q10: bloccarla riduce anche lui. La revisione sistematica di Marcoff e Thompson lo documenta con chiarezza: il trattamento con statine riduce il coenzima Q10 circolante, e l'integrazione lo riporta su [8]. Sugli effetti a livello muscolare i dati restano scarsi e contraddittori, e gli autori lo dicono. Per questo chi assume statine è fra le persone che più spesso valutano un integratore di coenzima Q10, e per loro la forma ridotta, quella che negli studi a settimane riporta più in alto i livelli nel sangue, è la scelta coerente con i dati. Con un farmaco in corso, la decisione si prende con il medico.
Come si assume il coenzima Q10: softgel in base oleosa e pasto con i grassi
Il coenzima Q10 è una molecola grassa e pesante, insolubile in acqua. Per questo l'assorbimento intestinale è lento e limitato, e migliora nelle formulazioni in cui la molecola è già disciolta in un olio invece che in polvere secca [1][2]. È la logica della softgel: l'attivo arriva allo stomaco già in soluzione, pronto per essere emulsionato insieme ai grassi del pasto, che fanno da veicolo. Nello studio di Zhang le capsule venivano prese con uno dei pasti principali [4], ed è così che va preso anche il nostro: un softgel al giorno, con i pasti.
Lo stesso ragionamento vale per un altro attivo liposolubile del nostro catalogo, l'Olio di Astaxantina Biologico, una capsula in olio da prendere in corrispondenza di un pasto. Il quadro generale su mattina, sera e stomaco pieno o vuoto è in Integratori mattina o sera, a stomaco pieno o vuoto; la softgel come forma, accanto a capsule e compresse, è descritta in Capsule o compresse: come si sceglie la forma di un integratore.
Ubiquinolo con Kaneka QH®: come è formulato il nostro softgel da 100 mg
Quando abbiamo formulato il nostro Ubiquinolo abbiamo fatto tre scelte. La prima è la forma: ubiquinolo, la forma ridotta, quella che gli studi a settimane hanno misurato più in alto nel sangue. La materia prima è Kaneka QH®, ubiquinolo ottenuto per biofermentazione, lo stesso ingrediente dello studio di Hosoe e colleghi [5]: 100 mg per softgel.
La seconda è il veicolo. L'ubiquinolo sta in una softgel in base oleosa: una capsula morbida con l'attivo già disciolto, perché una molecola liposolubile va portata dove deve arrivare già in soluzione. L'involucro, con ogni componente dichiarato in etichetta con la propria funzione, lo abbiamo descritto voce per voce nell'articolo Eccipienti negli integratori: a cosa servono e quali contano.
La terza è la protezione. Abbiamo visto che l'ubiquinolo all'aria si riossida: per questo in formula c'è la vitamina E, con il ruolo di antiossidante, che fa da scudo alla forma ridotta dentro la capsula. Ed è presente in una quantità che conta anche per chi la assume: 6,7 mg α-TE per softgel, il 56% del valore nutritivo di riferimento, per cui il prodotto è fonte di vitamina E. La vitamina E contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo. Il barattolo è di vetro ambrato, che scherma la luce, e va tenuto in luogo fresco e asciutto, al riparo da luce e fonti di calore.
Due cose ancora, dette apertamente. Contiene soia, sotto forma di lecitina di soia, un emulsionante di origine vegetale dichiarato come la legge chiede. La cera d'api fa da agente di rivestimento ed è di origine animale: il prodotto è adatto a vegetariani, a chi segue un'alimentazione vegana no. La confezione è da 30 o da 60 softgel, cioè un mese o due alla dose giornaliera di uno.
Coenzima Q10: dosaggio negli studi e negli integratori
Un softgel da 100 mg al giorno, preso con il pasto, è la dose giornaliera del nostro prodotto, ed è una dose piena: nello studio Hosoe bastano 90 mg al giorno perché i livelli nel sangue si stabilizzino a 2,61 µg/mL, sopra l'intervallo di riferimento di chi non integra [5]. Per la maggior parte delle persone è la dose giusta.
Per il massimo dei risultati misurati negli studi ci si può spingere a 200 mg al giorno, cioè due softgel. È la dose con cui Langsjoen [3] e Zhang [4] hanno misurato il vantaggio dell'ubiquinolo sull'ubiquinone, ed è l'apporto massimo giornaliero che il Ministero della Salute ammette per il coenzima Q10 negli integratori: due softgel restano dentro il tetto di legge. La curva di Hosoe dice che cosa cambia: con 150 mg i livelli salgono a 3,66 µg/mL, con 300 a 6,53, più dose più plateau, anche se meno che in proporzione, perché l'efficienza dell'assorbimento cala al crescere della quantità assunta in una volta [2][5]. Chi assume farmaci, statine comprese, concordi la dose con il medico.
Coenzima Q10: effetti collaterali e avvertenze riportati negli studi
Il profilo di sicurezza, negli studi citati, è tranquillo. Nello studio di Hosoe gli esami di laboratorio, la visita medica, i parametri vitali e l'elettrocardiogramma non hanno mostrato variazioni rilevanti fino a 300 mg al giorno per quattro settimane [5]; Langsjoen non ha registrato effetti collaterali [3]; Marcoff e Thompson, nella loro revisione, scrivono che per questo integratore non sono noti rischi [8]. Sull'etichetta del nostro Ubiquinolo le avvertenze sono quelle di legge, riportate alla lettera: «Non superare la dose giornaliera consigliata. Gli integratori alimentari non devono essere intesi come sostituti di una dieta varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. Tenere fuori dalla portata dei bambini al di sotto dei tre anni.» La modalità d'uso è «Adulti e bambini età ≥ 12: assumere 1 softgel al giorno con i pasti». In gravidanza, durante l'allattamento e in presenza di terapie in corso, il parere del medico viene prima di qualunque integratore.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra ubiquinolo e ubiquinone?
Sono le due forme del coenzima Q10, la stessa molecola in due stati di ossidazione: l'ubiquinone è la forma ossidata, l'ubiquinolo quella ridotta, che ha accettato due elettroni. Nell'organismo si convertono di continuo l'una nell'altra, ed è proprio questo scambio il lavoro del coenzima Q10 nei mitocondri. Nel sangue circa il 95% del coenzima Q10 circola come ubiquinolo.
L'ubiquinolo si assorbe meglio dell'ubiquinone?
Negli studi a somministrazione ripetuta sì: con 200 mg al giorno per quattro settimane e gli stessi eccipienti, il coenzima Q10 plasmatico è salito a 4,3 µg/mL con l'ubiquinolo contro 2,5 con l'ubiquinone [3], e in due settimane negli uomini anziani l'aumento è risultato significativo solo con l'ubiquinolo [4]. A dose singola, nelle prime 48 ore, la differenza fra le due capsule non è risultata significativa [6]. Il vantaggio riguarda i livelli che si costruiscono nelle settimane.
Perché l'ubiquinolo è consigliato dopo i 40 anni?
Perché il contenuto di coenzima Q10 nei tessuti raggiunge il picco intorno ai vent'anni e poi cala in modo continuo con l'età [7], e perché il confronto che ha mostrato il vantaggio dell'ubiquinolo sui livelli plasmatici è stato condotto proprio su uomini anziani [4]. È la forma che, a parità di dose, porta più in alto il coenzima Q10 nel sangue dopo settimane di assunzione.
Il coenzima Q10 va preso prima o dopo i pasti?
Con il pasto. È una molecola liposolubile e i grassi del pasto ne favoriscono l'assorbimento; negli studi le capsule venivano prese con un pasto principale [4]. Il nostro Ubiquinolo si prende così: un softgel al giorno, con i pasti.
Che cos'è Kaneka QH®?
È il marchio dell'ubiquinolo ottenuto per biofermentazione che usiamo nel nostro softgel. È stato studiato per nome in uno studio in singolo cieco controllato con placebo condotto da ricercatori della Kaneka Corporation, che ne ha misurato l'assorbimento e la sicurezza fino a 300 mg al giorno per quattro settimane [5].
Quanti mg di ubiquinolo al giorno?
Un softgel da 100 mg al giorno è la dose giornaliera del nostro prodotto, già sufficiente a stabilizzare i livelli nel sangue sopra quelli di chi non integra [5]. Per il massimo dei risultati misurati negli studi ci si può spingere a 200 mg al giorno, due softgel: la dose dei confronti fra le due forme [3][4] e l'apporto massimo ammesso negli integratori in Italia. Chi assume farmaci ne parli con il medico.
Chi assume statine deve integrare il coenzima Q10?
Le statine bloccano la via del mevalonato, la stessa da cui nasce il coenzima Q10, e ne abbassano i livelli circolanti; l'integrazione li riporta su, mentre sugli effetti muscolari i dati sono scarsi e contraddittori [8]. Per questo chi assume statine è fra chi più spesso valuta un integratore di coenzima Q10, e la forma ridotta è quella che negli studi a settimane alza di più i livelli nel sangue. Con un farmaco in corso la scelta si fa con il medico.
L'ubiquinolo è adatto ai vegani?
Il nostro Ubiquinolo con Kaneka QH® contiene cera d'api (E 901) come agente di rivestimento, che è di origine animale. È adatto a chi segue un'alimentazione vegetariana; chi segue un'alimentazione vegana deve tenerne conto.
Da leggere anche
- Biodisponibilità degli integratori: da cosa dipende davvero
- Integratori mattina o sera, a stomaco pieno o vuoto: guida pratica
- Capsule o compresse: come si sceglie la forma di un integratore
Riferimenti normativi e fonti
Studi
- Bhagavan H.N., Chopra R.K., Coenzyme Q10: absorption, tissue uptake, metabolism and pharmacokinetics, Free Radic Res 2006;40(5):445-53. PMID 16551570 — doi:10.1080/10715760600617843.
- Bhagavan H.N., Chopra R.K., Plasma coenzyme Q10 response to oral ingestion of coenzyme Q10 formulations, Mitochondrion 2007;7 Suppl:S78-88. PMID 17482886 — doi:10.1016/j.mito.2007.03.003.
- Langsjoen P.H., Langsjoen A.M., Comparison study of plasma coenzyme Q10 levels in healthy subjects supplemented with ubiquinol versus ubiquinone, Clin Pharmacol Drug Dev 2013;3(1):13-7. PMID 27128225 — doi:10.1002/cpdd.73 (12 volontari sani, 200 mg/die, 4 settimane per forma).
- Zhang Y., Liu J., Chen X.Q., Oliver Chen C.Y., Ubiquinol is superior to ubiquinone to enhance Coenzyme Q10 status in older men, Food Funct 2018;9(11):5653-9. PMID 30302465 — doi:10.1039/c8fo00971f (10 uomini anziani, 200 mg/die, 2 settimane per forma).
- Hosoe K. et al., Study on safety and bioavailability of ubiquinol (Kaneka QH) after single and 4-week multiple oral administration to healthy volunteers, Regul Toxicol Pharmacol 2006;47(1):19-28. PMID 16919858 — doi:10.1016/j.yrtph.2006.07.001 (90, 150 o 300 mg/die, 4 settimane).
- Pravst I. et al., Comparative Bioavailability of Different Coenzyme Q10 Formulations in Healthy Elderly Individuals, Nutrients 2020;12(3):784. PMID 32188111 — doi:10.3390/nu12030784 (21 anziani sani, 100 mg a dose singola, 48 ore).
- Kalén A., Appelkvist E.L., Dallner G., Age-related changes in the lipid compositions of rat and human tissues, Lipids 1989;24(7):579-84. PMID 2779364 — doi:10.1007/BF02535072.
- Marcoff L., Thompson P.D., The role of coenzyme Q10 in statin-associated myopathy: a systematic review, J Am Coll Cardiol 2007;49(23):2231-7. PMID 17560286 — doi:10.1016/j.jacc.2007.02.049.
Riferimenti normativi e pareri
- EFSA NDA Panel, Scientific Opinion on the substantiation of health claims related to coenzyme Q10, EFSA Journal 2010;8(10):1793 — doi:10.2903/j.efsa.2010.1793.
- Regolamento (UE) n. 432/2012 — elenco delle indicazioni sulla salute consentite (vitamina E: «contribuisce alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo»).
- Regolamento (CE) n. 1924/2006 — indicazioni nutrizionali e sulla salute sui prodotti alimentari.
- Decreto Legislativo 21 maggio 2004, n. 169 — attuazione della direttiva 2002/46/CE sugli integratori alimentari.
- Ministero della Salute, Altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico — apporti giornalieri ammessi negli integratori alimentari (coenzima Q10 e ubichinolo: 200 mg).
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A cura della Redazione NUTRALAB
Revisione scientifica: Giuliano D'Alterio, Chimico farmaceutico — 20 agosto 2026





